Manovra, verso taglio da mezzo miliardo di euro a Difesa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 ottobre 2018 19:51 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2018 19:51
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Difesa, con la manovra verso taglio da mezzo miliardo di euro

ROMA – Ammontano a circa 500 milioni di euro, a quanto si apprende, i tagli che saranno predisposti per il 2018-2019 alla Difesa nell’ambito della manovra.

Le misure riguarderanno la sospensione di alcuni programmi (gli elicotteri NH90, i missili Camm Er ed il cosiddetto ‘Pentagono italiano’), ma non saranno toccati, precisano fonti della Difesa, “gli stipendi del personale e tutto ciò che riguarda la sicurezza del Paese interna ed esterna”.

Il dibattito sui tagli alla Difesa era entrato nel vivo nei giorni scorsi quando alcuni media avevano riferito (smentiti da M5S) screzi tra Di Maio e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, per la decisione del vicepremier di azzerare il programma per la difesa aerea CAMM ER, il nuovo missile anglo-italiano realizzato da MBDA che dovrà rimpiazzare i vecchi sistemi antiaerei basati sul missile Aspide che hanno ormai raggiunto i limiti tecnici della loro vita operativa.

In attesa di conferme circa l’entità dei reali tagli al bilancio e dettagli sui programmi di acquisizione che verranno effettivamente ridotti o azzerati, alcuni elementi meritano di essere evidenziati.

La volontà di tagliare le spese militari risponde in termini politici a quanto programmato da M5S soprattutto se si parla dei cacciabombardieri F-35 il cui taglio potrebbe essere oggi ancor più giustificato dal fatto che il Pentagono ha bocciato l’aereo italiano T-346 proposto come nuovo addestratore delle forze aeree USA, a cui è stato preferito il velivolo offerto da Boeing/Saab.

La riduzione dei 90 F-35 previsti per Aviazione di Marina e Aeronautica andrebbe però vagliata anche alla luce delle intese politiche ed economiche tra il governo Conte e l’Amministrazione Trump, intese di valore strategico specie ora che l’esecutivo italiano si è posto in rotta di collisione con la Commissione Ue su più fronti, dalla manovra di bilancio al contrasto all’immigrazione illegale.

Inoltre non è chiaro se gli F-35 tagliati verrebbero rimpiazzati o meno con aerei “made in Italy” o “europei” quali gli M-346FA o ulteriori Typhoon. In termini finanziari la Difesa rischia di diventare il “bancomat” del governo a cui attingere per fare cassa a favore di altre voci di spesa della imminente messa a punto della Legge Finanziaria.