Economia

Manovra: raddoppia “tassa” licenziamenti, fino 2.940 euro. Cassa integrazione, le novità

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Manovra: raddoppia “tassa” licenziamenti, fino 2.940 euro. Cassa integrazione, le novità

ROMA – Manovra: raddoppia “tassa” licenziamenti, fino 2.940 euro. Cassa integrazione, le novità. Aumenta l’importo della “tassa sui licenziamenti” collettivi che le imprese industriali e commerciali con più di 50 dipendenti versano per la Cig. Per ogni persona interessata a un licenziamento collettivo il datore di lavoro dovrà versare un’aliquota pari all’82% del massimale della Naspi mensile, a fronte del 41% attuale, fino a un massimo di tre anni di anzianità.

Lo prevede la Legge di Bilancio. In pratica se adesso per ogni persona licenziata si pagava al massimo 1.470 euro adesso la tassa potrà arrivare all’82% e sfiorare i 2.940 euro. I lavoratori in cassa integrazione che trovano un nuovo lavoro a tempo indeterminato prima del termine del periodo di cassa potranno avere fino a 14.000 euro di vantaggio. E’ quanto emerge – secondo i calcoli fatti dalla Uil – dal testo della manovra di bilancio per il 2018 che prevede per il lavoratore che lascia la cigs per un nuovo lavoro la possibilità di ottenere il 50% dell’importo di cassa rimanente.

Per le imprese che assumono questi lavoratori i vantaggi che deriverebbero dalla decontribuzione al 50% per un massimo di 18 mesi (e 4.030 euro di limite annuo) sarebbero al massimo di 5.559 euro per 18 mesi (309 euro mensili). La procedura – spiega il segretario confederale Uil Guglielmo Loy dovrebbe prevedere per il lavoratore anche vantaggi di carattere fiscale, quale l’esenzione dall’Irpef delle eventuali somme ricevute per incentivazione all’esodo. Quindi – dice – nelle tasche dei lavoratori ricollocati potrebbero arrivare benefici medi che vanno da un minimo di 3.585 euro (6 mesi residui di cigs), fino ad un massimo di oltre 14.000 euro, in caso di 24 mesi residui di Cigs.

Fino a 14.000 euro se lasci cig per nuovo lavoro. I lavoratori in cassa integrazione che trovano un nuovo lavoro a tempo indeterminato prima del termine del periodo di cassa potranno avere fino a 14.000 euro di vantaggio. E’ quanto emerge – secondo i calcoli fatti dalla Uil – dal testo della manovra di bilancio per il 2018 che prevede per il lavoratore che lascia la cigs per un nuovo lavoro la possibilità di ottenere il 50% dell’importo di cassa rimanente.

Per le imprese che assumono questi lavoratori i vantaggi che deriverebbero dalla decontribuzione al 50% per un massimo di 18 mesi (e 4.030 euro di limite annuo) sarebbero al massimo di 5.559 euro per 18 mesi (309 euro mensili). La procedura – spiega il segretario confederale Uil Guglielmo Loy dovrebbe prevedere per il lavoratore anche vantaggi di carattere fiscale, quale l’esenzione dall’Irpef delle eventuali somme ricevute per incentivazione all’esodo. Quindi – dice – nelle tasche dei lavoratori ricollocati potrebbero arrivare benefici medi che vanno da un minimo di 3.585 euro (6 mesi residui di cigs), fino ad un massimo di oltre 14.000 euro, in caso di 24 mesi residui di Cigs.

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