“Manovra da 24 miliardi”. Bonaiuti esclude condono e nuove tasse

Pubblicato il 24 Maggio 2010 12:21 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2010 13:37

Paolo Bonaiuti

La manovra economica sarà da 24 miliardi, non ci sarà alcun condono edilizio né nuove tasse. Ad affermarlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Al portavoce del Governo è affidata la difficilissima missione di spiegare agli italiani gli interventi sui conti pubblici. Il piano di Tremonti è già pronto, ma in realtà non lo ha ancora visto nessuno in dettaglio. Manca l’accordo definitivo nel Governo, soprattutto per ammorbidire il rigore tremontiano e presentare la manovra senza pericolosi e destabilizzanti appelli tipo “lacrime e sangue”. Ne va del consenso al premier e del gradimento dell’esecutivo. Inoltre il ministro dell’Economia non ha ancora incontrato le parti sociali.

“La manovra sarà di 24 miliardi. Ieri sono stato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. È stata una giornata di lavoro intenso. Non ci sarà nessun condono edilizio, casomai si tratta di mettere a catasto quelle due milioni di unità immobiliari», ha detto il portavoce del premier Berlusconi intervenendo con una telefonata a Maurizio Belpietro durante il programma ‘Mattino5’.

Bonaiuti ha escluso anche l’introduzione di nuove tasse. “Non si metteranno le mani nelle tasche degli italiani” ha assicurato, annunciando un taglio delle spese dei ministeri, da concordare con i singoli responsabili dei dicasteri. L’obiettivo è quello di limitare, da un lato, il peso e il perimetro dello Stato, dall’altro c’é la volontà di spendere meglio i soldi pubblici.

Anche chi deve andare in pensione può stare tranquillo. Secondo Bonaiuti, non sono previsti ritocchi alle loro entità, mentre ci potranno essere rimodulazioni delle finestre di uscita. E domani ci sarà l’incontro governo-parti sociali per la manovra economica.
Il sottosegretario ha invece confermato l’ipotesi del congelamento degli stipendi dei manager. “In un periodo di riduzione generale delle spese é giusto che chi guadagna di più dia il suo contributo”, sottolinea evidenziando il valore più simbolico che contabile di questa specifica operazione.

Il governo potrebbe varare in settimana il pacchetto di misure pari all’1,6% del Pil che dovrebbero riportare il deficit sotto il 3% del Pil dal 5,3% dello scorso anno e rassicurare i mercati finanziari, preoccupati da un possibile allargamento della crisi della Grecia, sulla solidità dei conti pubblici italiani.