Marchionne. Dagospia: Altavilla era “italiano e troppo indipendente” per John Elkann

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 luglio 2018 11:49 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2018 11:49
Marchionne. Dagospia: Altavilla era "italiano e troppo indipendente" per John Elkann

Marchionne. Dagospia: Altavilla (foto ansa) era “italiano e troppo indipendente” per John Elkann

ROMA – Un Marchionne non è replicabile, suggerisce un editoriale del Sole 24 Ore. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il successore, l’inglese Manley, assicura continuità interna ma non garantisce la fiducia degli investitori esterni abbagliati negli ultimi 14 anni dal carisma dell’ingombrante manager  in lotta fra la vita e la morte.

Manley è un’incognita, quale che sia il suo curriculum e la sua esperienza, i mercati non vogliono scommettere alla cieca. Ma perché lui e non il braccio destro ed erede designato Alfredo Altavilla, che pure, secondo Dagospia avrebbe rifiutato incarichi di altissimo livello nel pubblico e nel privato per alcune “promesse sottovoce” dello stesso Marchionne.

Altavilla ha sbattuto la porta e gli investitori hanno preso nota. La proprietà, cioè John Elkann, ha deciso però di non puntare su di lui proprio per non lasciargli troppo potere: è italiano e indipendente, fa capire Dagospia, avrebbe finito per comandare da solo.

Intanto sono sempre riuniti a Torino, al Lingotto, i manager di prima linea di Fca che fanno parte del Gec, il Group Executive Council, organismo decisionale del gruppo. Anche questa mattina, sotto la guida del nuovo amministratore delegato Mike Manley, responsabile ora anche delle attività europee, prosegue l’esame dei settori operativi per individuare le linee strategiche per ogni brand e ogni regione in cui il gruppo è presente.

Domani saranno resi noti i conti del secondo trimestre 2018: sono attesi l’annuncio dell’azzeramento del debito industriale, come anticipato da Sergio Marchionne il primo giugno a Balocco, e la conferma dei target dell’anno.

Per quanto riguarda il settore auto, nella prima metà del 2018 le vendite del gruppo hanno subito un rallentamento: a giugno il calo è stato di oltre il 19% in Italia e del 2,6% in Europa, con il boom di immatricolazioni di Jeep e il buon risultato di Alfa Romeo. Non è all’ordine del giorno lo spin off di Magneti Marelli anche se procede l’iter che si concluderà entro il 2018.