Bancarotta del gruppo Burani: gli arrestati volevano comprare Ferrari e ville a Montecarlo

Pubblicato il 28 luglio 2010 18:10 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 18:32

La famiglia Burani aveva ”ampie disponibilità patrimoniali” ma ”per nulla utilizzate per il salvataggio delle imprese”. Piuttosto, dall’ordinanza del Gip che ha disposto l’arresto di Walter e Giovanni Burani, emerge che erano interessati ”all’acquisto in contanti” di appartamenti a Montecarlo e nascondevano le proprie Ferrari dai creditori che bussavano alla porta. Nell’ordinanza si legge infatti che ”i Burani mantengono ampie disponibilità patrimoniali, per nulla utilizzate per il salvataggio delle imprese”. Da alcune telefonate ”emerge la disponibilità su un conto Ubs di 20 milioni a favore di Walter Burani: tale somma non è mai stata impegnata nel salvataggio”.

Ancora, dalle intercettazioni si evince un certo ”interessamento di Giovanni Burani per l’acquisto in contanti di un appartamento a Montecarlo, con trattative che continuano fino in prossimità del fallimento della Bdh”. ”Un altro particolare interessante in relazione alla personalità dei Burani e ai loro concreti comportamenti in ordine all’attenzione a preservare risorse proprie a fronte della dissipazione di quelle aziendali” si ricava da una serie di episodi riportati nell’ordinanza. In partcolare, un testimone ha raccontato quanto segue: ”Per cercare di recuperare la perdita causatami da Burani, ho proposto a Walter Burani di vendere le automobili d’epoca che lo stesso colleziona. Per una Ferrari Le Mans avevo trovato un acquirente a 7 milioni di euro ma Walter Burani non solo non mi rispose ma ha fatto scomparire le auto nel senso che non le ho più viste nel garage aziendale”.