Draghi-Bce: da lunedì “shopping” di bond per bloccare lo spread. Come, quanto, perché

Pubblicato il 27 luglio 2012 18:16 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2012 20:47
Mario Draghi (LaPresse)

Mario Draghi (LaPresse)

FRANCOFORTE – Il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi ha calmato i mercati promettendo che la Bce interverrà comunque e massicciamente per evitare che l’Europa si frantumi a colpi di spread, il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato tedeschi e quelli degli altri Paesi europei. Esiste già un programma ad hoc: si chiama Smp, Security markets programme, studiato per un intervento della Bce in caso di turbolenze sul mercato dei bond sovrani.

La Banca centrale europea lo ha usato già la scorsa estate, poi ha continuato a comprare titoli di Stato dei paesi Ue, soprattutto quelli in difficoltà. Ma non lo ha più fatto in maniera massiccia, né automatica. Perché per statuto la Bce non può concedere aiuti di Stato, ma solo salvaguardare la stabilità dell’euro. Stabilità che – se continuasse la tendenza che vede un’Europa A che si finanzia a costo zero e un’Europa B che per trovare soldi deve offrire costosi tassi di rendimento – è in questi giorni non solo minacciata ma rischia di essere compromessa per sempre.

I mercati ora sono in attesa di capire come la Bce interverrà. Ecco un ventaglio di ipotesi:

Securities markets programme formato maxi: la Bce può riattivare il programma di acquisto massiccio sul mercato secondario di titoli di Stato di Paesi a rischio spread. La Bce lo ha già fatto. Quello che cambia è il “formato maxi”, ovvero l’entità degli acquisti, e la loro costanza. I mercati così sapranno che non solo la Bce interviene tanto, ma che interviene sempre. Lo shopping massiccio ma rapsodico di titoli di Stato non ferma la speculazione. La certezza di acquisti fissi sì.

Smp con tetto: la Bce fissa un livello per i rendimenti dei “Paesi periferici” o sotto attacco della speculazione superato il quale si compromette il funzionamento della trasmissione della politica monetaria. Quando i bond della Spagna o dell’Italia superano quel livello (esempio un rendimento del 5% sui titoli a 10 anni) la Bce interviene automaticamente con acquisti massicci.

Smp con prezzi: il prezzo di un titolo di Stato lo imporrebbe la Bce, non i venditori. Il programma di acquisti costanti e massicci di bond di Paesi periferici da parte della Banca centrale europea potrebbe provocare una corsa alle vendite con conseguente calo delle quotazioni. Nell’ipotesi di una “Smp con prezzi”, è la Bce a imporre il prezzo quando va “a fare la spesa”. Sempre per scoraggiare la speculazione.

Smp a ventaglio: le banche centrali dell’Eurozona amplierebbero il ventaglio dei titoli di Stato da acquistare in caso di un ritorno al Securities markets programme da parte della Bce, questo per non falsare il mercato dividendolo fra titoli di Stato acquistati dal programma Smp e titoli esclusi.

Smp con Esm: la Bce acquista titoli di Stato sul mercato secondario finché il fondo salva-Stati, l’European stability mechanism, non diventa operativo. L’Esm continuerebbe nell’azione del Smp solo se lo Stato in questione, quello i cui titoli sono schizzati a rendimenti troppo alti, invia una richiesta di aiuto formale.