Mario Draghi (Bce) contro i sovranisti: “Nella Ue necessaria cooperazione”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 22 febbraio 2019 19:26 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2019 22:14
Mario Draghi (Bce) contro i sovranisti: "Nella Ue necessaria cooperazione"

Mario Draghi (Bce) contro i sovranisti: “Nella Ue necessaria cooperazione” (Foto Ansa)

MILANO – “Porsi al di fuori dell’Unione europea può sì condurre a maggior indipendenza nelle politiche economiche, ma non necessariamente ad una maggiore sovranità. Lo stesso argomento vale per l’appartenenza alla moneta unica”: a tre mesi dalle elezioni europee, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, mette in guardia dalle facili promesse dei partiti euroscettici. 

Intervenendo all’Università di Bologna, dove ha ricevuto una laurea honoris causa in Giurisprudenza per aver difeso i principi e i valori dei trattati dell’Unione Europea, Draghi ha spiegato: “La maggior parte dei Paesi, da soli, non potrebbero beneficiare della fatturazione delle loro importazioni nella loro valuta nazionale, il che esaspererebbe gli effetti inflazionistici nel caso di svalutazioni. Sarebbero inoltre più esposti agli spillover monetari dall’esterno che potrebbero condizionare l’autonomia della politica economica nazionale: primi tra tutti gli spillover della politica monetaria della Bce, come negli ultimi anni è peraltro accaduto alla Danimarca, alla Svezia, alla Svizzera e ai paesi dell’Europa centrale e orientale”, ha sottolineato ancora il presidente della Bce.

“L’Unione europea è la costruzione istituzionale che in molte aree ha permesso agli Stati membri di essere sovrani. È una sovranità condivisa, preferibile a una inesistente. È una sovranità che piace agli Europei”, ha affermato  il presidente della Bce, che ha aggiunto: “Le interconnessioni tecnologiche, finanziarie, commerciali sono così potenti che solo gli Stati più grandi sono indipendenti e sovrani al tempo stesso, e neppure interamente. Per altri Stati nazionali, fra cui i Paesi europei, indipendenza e sovranità non coincidono”.

“Nel complesso”, ha sottolineato Draghi, “i cittadini europei apprezzano i benefici dell’integrazione economica che l’Unione europea ha prodotto e da anni considerano come il suo maggior successo la libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi, cioè il mercato unico”.

Il banchiere centrale ha sottolineato come sia calata “dal 57% nel 2007 al 42% di oggi la considerazione che i cittadini europei hanno delle istituzioni dell’Unione. Questo declino è parte di un fenomeno più generale che vede diminuire la fiducia in tutte le istituzioni pubbliche”. E “quella verso i governi e i parlamenti nazionali oggi si attesta appena al 35%”. Tra le sfide future che deve affrontare la Ue, secondo Draghi, vi è quella di “rispondere alla percezione che manchi di equità: tra Paesi e classi sociali. Occorre sentire, prima di tutto, poi agire e spiegare”.

Draghi ha concluso il discorso citando le parole pronunciate da papa Benedetto XVI 38 anni fa: “La voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale… Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole”.

Fonte: Ansa