Marr, leader nella distribuzione alimentare: cresce nel 2013, anno di crisi

Pubblicato il 26 Giugno 2013 4:44 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2013 19:27

Marr, leader nella distribuzione alimentare: cresce nel 2013, anno di crisiMarr prosegue la crescita con un giro d’affari nel 2013 atteso a 1,12 miliardi, in cresca del 12% sul 2012″. Da questa sintesi, Alberto Nosari sviluppa su Affari & Finanza di Repubblica la sua analisi settimanale, questa volta dedicata a Marr, azienda leader in Italia nella distribuzione alimentare (l‘articolo si trova anche sul sito di Alberto Nosari.

Non male, in un anno di profonda recessione. Un lungo tragitto da quando, 40 anni fa, Marr prese il via a Rimini, “all’epoca sotto la denominazione sociale di M.A.R.R., Magazzini Alimentari Riuniti Riminesi per la fornitura e distribuzione di prodotti alimentari a ristoranti ed alberghi della riviera romagnola”, come si legge nel sito della azienda.

L’analisi di Alberto Nosari parte dalle priorità della Marr:

“Consolidare il percorso di crescita, facendo leva anche sulle acquisizioni, e rafforzare la conoscenza dei clienti per aumentarne la fidelizzazione; iniziative grazie le quali tenere sotto controllo il rischio su crediti, aumentando nel contempo il numero di prodotti loro venduti”. Sono queste, ricorda PierPaolo Rossi, amministratore delegato di Marr, “le priorità strategiche a cui lavoriamo anche per salvaguardare la redditività e la solidità patrimoniale che ci caratterizzano”.

Più in particolare, puntualizza il capo azienda, “l’obiettivo della crescita e dell’aumento delle quote di mercato fa leva sulle leadership conquistate in oltre 40 anni di attività nelle forniture alimentari al mercato italiano del Foodservice ed è perseguito agendo su due percorsi con priorità sulla crescita organica, intesa in primo luogo come incremento della penetrazione sui clienti attuali, aumentando i prodotti venduti per cliente”.

L’analisi che segue è ampia e dettagliata e conclude c0sì:

“Il trend consuntivato a marzo è stato sostanzialmente riproposto nei due mesi successivi lasciando ben sperare su un esercizio in ulteriore crescita nonostante il permanere di avverse condizioni meteo non abbiano favorito i consumi alimentari extra domestici, oltre che ritardato diverse aperture di strutture ricettive stagionali. Più in particolare il 2013 dovrebbe chiudersi con una crescita tendente al 12% del giro d’affari per le vendite ai clienti della ristorazione commerciale e collettiva (segmenti dello Street Market e National Account) stimata nell’ordine di 1,12 miliardi, considerando un progresso dell’1,5% a 1,02 circa per la crescita organica a cui si affianca una contribuzione di Lelli per circa 20 milioni e di Scapa per circa 80 milioni. Il wholesale dovrebbe invece flettere da 234 a 215 nell’ambito di una politica mirante a ridurre l’esposizione verso un comparto decisamente poco redditizio considerando che i margini oscillano fra l’1 e il 2 per cento.

“L’Ebitda dovrebbe così collocarsi al di sopra dei 90 milioni, in lieve progresso rispetto allo scorso anno, ma l’Ebitda margin dovrebbe flettere da oltre il 7,2 a poco più del 6,8% anche se il recupero dovrebbe già scattare nella seconda parte dell’esercizio per permettere di risalire con forza al di sopra del 7% già dal 2014, salvo sorprese. I debiti sono invece attesi a circa 180 milioni rispetto ai 165 di fine 2012 anche perché la recessione si fa sentire, mentre le sinergie emergeranno nei prossimi trimestri”.