Maurizio Landini ribadisce: “Sul lavoro Berlusconi si fermò, Renzi no”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2015 20:26 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2015 20:26
Maurizio Landini ribadisce: "Sul lavoro Berlusconi si fermò, Renzi no"

Maurizio Landini

MEDICINA (BOLOGNA) – “Sul lavoro Berlusconi si fermò, Renzi no“. Così il leader della Fiom Maurizio Landini conferma e sottoscrive quanto già affermato sabato sera in piazza a Roma, nel corso della manifestazione con cui ha lanciato la sua “coalizione sociale”: “Matteo Renzi, fa peggio di Berlusconi, sicuramente sì”.

Intervenuto a Medicina a un’iniziativa del sindacato pensionati, Landini ribadisce:

“Renzi ha cancellato l’articolo 18, Berlusconi di fronte alle proteste dei sindacati, alle manifestazioni che ci furono si fermò, non cancellò l’articolo 18 e prese atto che non aveva la maggioranza delle persone e in più con il sindacato si è confrontato”.

Poi a margine dell’incontro, parlando con il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, Landini aggiunge:

“Berlusconi si è confrontato, ha avuto scontri e anche accordi: qui siamo di fronte ad un governo che sta rifiutando di confrontarsi con i sindacati e che ha addirittura cancellato l’articolo 18 e rende possibili i licenziamenti. Quello che sta facendo il governo Renzi non era mai successo nella storia del nostro Paese: si mettono in discussione principi della Costituzione e qui – ha concluso – c’è una regressione pericolosa e grave”.

Quanto alla coalizione sociale, lanciata invitando ad aderire le associazioni sul territorio, Landini spiega di aver “sentito tante cavolate”.

“La coalizione sociale parte da alcuni punti: il primo è che dobbiamo cambiare anche noi come sindacato, il secondo è che ci sono tante associazioni sul territorio che possono ricostruire una socialità che oggi non c’è più. Se non torniamo a ricostruire questa socialità che oggi non c’è: cosa pensiamo di rappresentare ancora? E quanto pensiamo di rappresentare?”.

La coalizione sociale può essere lo strumento utile per aprire uno spazio di discussione in politica

“si crea una domanda politica, certo: il problema è come quelle persone rispondono a questa domanda. Abbiamo fatto uno sciopero generale portato gente in piazza ma il governo se ne è strasbattuto”.

Intanto per lunedì è in programma la direzione del Pd. “Molti dal Pd se ne sono andati via, iscritti e militanti che hanno mollato il Pd e ieri erano in piazza”, dice a Qn Stefano Fassina sottolineando che lui non abbandona il partito ma occorre “cambiare rotta”. “In piazza c’era chi non ha votato il Jobs Act. Siamo coerenti”, spiega a proposito della manifestazione della Fiom. “La coalizione sociale di Landini non è un soggetto politico”, spiega, “tenta di rispondere a domande sociali che il Pd non si pone più. Il Pd non deve coincidere col presidente del consiglio né con i gruppi parlamentari, non rappresenta più i diritti dei lavoratori, ma gli interessi del più forte”. E la direzione Pd di domani “è un’inutile esibizione muscolare di Renzi”.