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Mediaset, Confalonieri: “Google e Facebook colonizzano e non pagano tasse…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Aprile 2014 12:52 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2014 12:52
Mediaset, Confalonieri: "Google e Facebook colonizzano e non pagano tasse..."

Fedele Confalonieri (Foto LaPresse)

MILANO – “I colossi Google e Facebook producono ricchezza in Italia, ma la portano altrove senza pagare le tasse”. Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, lo ha detto durante l’assemblea degli azionisti, sottolineando come “colossi multimediali e operatori di internet” operino una “forma di neocolonialismo”.

Confalonieri, parlando dei colossi come Google, Facebook e anche Amazon, ha detto:

“Esiste un tema di tassazione per cui Google, Facebook e Amazon generano utili in Italia ma non pagano qui le tasse”.

Secondo Confalonieri l’obiettivo della web tax

“era giusto: colpire forme moderne ma non per questo meno odiose di evasione. La stessa Agcom ha dovuto vedersela con dei demagoghi pro internet e con molta fatica ha partorito un coraggioso regolamento sul diritto d’autore già oggetto di numerosi e interessati ricorsi: qui voglio chiarire che la libertà della rete non è in questione, è un valore anche per noi, ma si minaccia seriamente il nostro modello di business, che è basato su due pilastri: il diritto d’autore e le esclusive sui contenuti”.

 

Il presidente di Mediaset ha aggiunto:

”Alla fine, detto in modo brutale, o noi o loro: o i nostri e per nostri intendo italiani, autori, registi, produttori, per citare solo una delle filiere interessate. O i loro. E non voglio scomodare qui la dimensione culturale europea: mi basta fermarmi all’aspetto economico”.

Giuliano Balestrieri su Repubblica spiega:

“Non è certo la prima volta che Mediaset attacca frontalmente i giganti della new economy. Nel 2011 il Biscione aveva denunciato Google e Youtube per violazione del diritto d’autore su Internet. La causa è ancora in corso, ma nel frattempo Italia On Line ha subito una condanna per lo stesso argomento. Il tema è certo più delicato oggi, fosse solo per colpa della congiuntura perché la ripresa – agli occhi di Mediaset – non c’è. Almeno non è strutturale per quanto riguarda i consumi delle famiglie italiane. Per questo il ritorno all’utile di Mediaset nel 2013 è positivo, ma “fragile” come l’economia del Paese”.

Il timore, per Confalonieri, è perdere i 9 milioni di utili del gruppo dopo il rosso dello scorso anno, utili che

“rappresentano un buon risultato così come la “messa in sicurezza del nostro bilancio”, ma non possono essere un punto d’arrivo. Anche perché secondo il presidente adesso Mediaset è “sufficientemente attrezzata per cogliere opportunità industriali nel mondo della distribuzione di contenuti digitali a pagamento”. D’altra parte sul piatto c’è il progetto di integrazione delle pay-tv in Italia e in Spagna (Premium e Digital+)”.

Il futuro per Mediaset potrebbe essere la Pay tv:

“In particolare Mediaset è in contatto con gli arabi di Al Jazeera e i francesi di Canal Plus per una possibile alleanza in Premium, mentre attende ancora di sciogliere il nodo dell’azionariato nella spagnola Digital+ dove ha una quota del 22% come Telefonica: il socio di maggioranza è Prisa che ha messo sul mercato il proprio 56%.

“Dopo un periodo di necessari risparmi – ha spiegato Confalonieri – abbiamo voglia di tornare a investire innanzi tutto nel core business perchè siamo consapevoli che tutto parte dai contenuti e su questo bisogna essere aggressivi come abbiamo fatto per la Champions League. Adesso il mercato è più equilibrato”.