Mediaset in crisi, utili in calo dell’85%. Titolo “sospeso” in Borsa

Pubblicato il 9 Maggio 2012 9:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2012 17:29

MILANO – Il gruppo Mediaset perde e perde ancora e fa un tonfo in Borsa: ha registrato nel primo trimestre 2012 ricavi netti per 977,8 milioni. Il -10% previsto dall’amministratore delegato Giuliano Adreani in assemblea si è puntualmente verificato. E a farne le spese è l’utile netto che, nei primi tre mesi dell’anno, dai 68,4 milioni di un anno fa casca a 10,3 milioni di euro, segnando un calo dell’85%. In mancanza di segnali di miglioramento sul mercato, il gruppo televisivo conferma la previsione di chiudere il 2011 con un risultato netto inferiore a quello dell’anno scorso.

In Italia i ricavi netti consolidati si sono attestati a 760,2 milioni da 846,3 milioni: in particolare la raccolta pubblicitaria lorda ha registrato un calo del 10,2% a 622,7 milioni, i ricavi Mediaset Premium sono scesi a 131,1 milioni (da 135 milioni) mentre i ricavi EI Towers sono saliti a 56,1 milioni (da 38,6 milioni). Taglio del 4,4% dei costi operativi a 466,6 milioni in linea con gli obiettivi di efficienza triennali annunciati l’anno scorso. Per gli ascolti televisivi – si legge in una nota – le reti Mediaset con il 38,9% confermano la leadership nazionale nelle 24 ore tra i telespettatori tra i 15 e i 64 anni (target commerciale). Canale 5 e’ la rete italiana piu’ vista nel target commerciale in prima serata (19,7%) e nelle 24 ore (18,7%). In Spagna i ricavi netti consolidati sono calati a 218 milioni (da 266,1 milioni), i ricavi pubblicitari a 221,3 milioni (da 267,1 milioni) e l’utile netto si e’ dimezzato da 40,1 a 21,2 milioni. Nel complesso il gruppo televisivo ha ridotto l’indebitamento netto da 1.775,5 milioni di fine dicembre a 1.675,2 milioni di fine marzo.

Mediaset registra anche un tonfo in Borsa dopo la trimestrale resa nota ieri a mercati chiusi che ha registrato un calo dell’utile dell’85%. Il titolo, il cui target price e’ stato oggetto di un taglio generalizzato da parte degli analisti, e’ entrato in asta di volatilita’ per eccesso di ribasso e segna un calo teorico del 7,39% a 1,51 euro. Nomura ha ridotto il target price a 1,7 da 1,95 euro, Barclays a 1,6 euro, Deutsche Bank da 2,1 a 1,5 euro, Bank of America da 1,7 a 1,4 euro, Equita da 2,1 a 1,55, Intermonte da 2,1 a 1,7 euro, Cheuvreux a 1,5 euro. Il titolo tocca cosi’ nuovi minimi storici mentre la capitalizzazione del gruppo di proprieta’ della Fininvest di Silvio Berlusconi scende sotto i due miliardi di euro.