Mediaset: Vivendi sale al 20%. Berlusconi: “Scalata ostile”. Calenda: “Monitoriamo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2016 19:26 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2016 19:26
Mediaset: Vivendi sale al 20%. Berlusconi: "Scalata ostile". Calenda: "Monitoriamo"

Mediaset: Vivendi sale al 20%. Berlusconi: “Scalata ostile”. Calenda: “Monitoriamo”

MILANO – Vivendi è salita al 20% del capitale di Mediaset. Lo fa sapere lo stesso gruppo francese in una nota dopo il balzo di martedì quando ha annunciato di essere al 12,32% del Biscione. Sulla vicenda si accende il faro del governo, con il neo-ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda che parla di “scalata ostile inappropriata” e assicura: “Monitoreremo con attenzione l’evolversi della situazione”. Mentre Silvio Berlusconi va al contrattacco: “Da Vivendi un’operazione ostile, non ci ridimensioneranno”.

“L’acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi – fa sapere l’ex Cavaliere – non concordato preventivamente con Fininvest, non può essere considerato altro che un’operazione ostile. Quanto a noi, c’è la compattezza più assoluta della mia famiglia su un punto molto preciso: non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno provi a ridimensionare il nostro ruolo di imprenditori. Per questo abbiamo aumentato la nostra partecipazione e continueremo a farlo nei limiti consentiti dalle leggi. Vivendi ha avuto l’opportunità, con l’accordo strategico firmato nello scorso aprile, di avviare con Mediaset una collaborazione che si preannunciava proficua per entrambi i gruppi. Purtroppo, questo accordo è stato disconosciuto da Vivendi nei modi e con le conseguenze anche giudiziarie che sono note. Non è certo questo il miglior biglietto da visita che Vivendi possa esibire nel riproporsi come azionista industriale della società”.

Berlusconi promette che la holding Fininvest “nel rispetto delle leggi” alzerà ancora la sua partecipazione. L’arrocco della cassaforte di famiglia, salita al 39% dei diritti di voto delle tv di Cologno, serve ad alzare l’asticella per un’eventuale scalata ostile dei francesi e per provare a blindare magari con l’aiuto tacito di altri soci “silenti” il 50% della società.

La guerra con il francese Bollorè è scoppiata dopo mesi di stallo per la lite sul destino di Premium – che Vivendi si era in un primo momento impegnata ad acquistare, salvo poi fare retromarcia con tanto di strascichi e carte bollate. Si è arrivati così a lunedì quando i francesi sono usciti allo scoperto, dichiarando il 3,01% di Mediaset e l’intenzione di salire in fretta verso il 20%. Martedì c’è stato il primo passo lungo, arrivando al 12%, e oggi Vivendi ha tagliato il traguardo indicato.

Fininvest non è rimasta a guardare e ha rastrellato altri titoli e diritti di voto, arrivando a un passo dal 40% che rappresenta il limite oltre il quale dovrebbe lanciare un’Opa. Nel frattempo è passata anche alle vie legali denunciando l’operato del finanziere bretone alla Procura di Milano. Mediaset e Fininvest hanno subito bollato l’operazione come una “scalata ostile”, facilitata dal fatto che il contenzioso aperto proprio con Vivendi ha depresso il titolo di Piazza Affari negli ultimi mesi.

In soccorso è arrivato anche il governo italiano con il ministro Calenda che afferma: “Non sembra davvero che quello che potrebbe apparire come un tentativo, del tutto inaspettato, di scalata ostile a uno dei più grandi gruppi media italiani, sia il modo più appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia”.

Nella nota Calenda sottolinea comunque che “gli investimenti stranieri sono sempre benvenuti, quando portano capitale di crescita e competenze e contribuiscono allo sviluppo del tessuto industriale italiano. Quando però si tratta di un’azienda che opera in un campo strategico come quello dei media, il modo in cui si procede non è irrilevante. Mi pare che questo principio sia in Francia ampiamente riconosciuto e assertivamente difeso”.