Non c’è spazio per Della Valle nel Cda di Mediobanca, resta Ligresti

Pubblicato il 20 Settembre 2011 20:18 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2011 21:13

Diego Della Valle (Lapresse)

MILANO, 20 SET – Diego della Valle non entrerà nel Cda di Mediobanca. L’imprenditore aveva espresso interesse a entrare ma con un atteggiamento rispettoso verso chi già siede nel board. E la mancata disponibilità degli attuali rappresentanti del gruppo B dei soci industriali del patto a fargli posto lo ha convinto a rinunciare. In Piazzetta Cuccia si va verso una conferma dello status quo col mantenimento dei posti degli attuali consiglieri, compresa la presidente di Fonsai Jonella Ligresti, data inizialmente in uscita a favore del patron della Tod’s.

è quanto emerso al termine di una lunga giornata che ha visto consultazioni a tutto campo alla vigilia del patto che dovrà formalizzare la lista di maggioranza per il consiglio in scadenza all’assemblea del 28 ottobre. Della Valle era interessato a entrare nel board ma – viene spiegato – nel rispetto degli altri attuali amministratori. Di fronte all’indisponibilità degli altri rappresentanti dei soci industriali a farsi da parte ha deciso di non andare avanti. Diversi componenti giocavano in realtà per un ingresso di Della Valle in consiglio, su cui si registrava anche il favore dei vertici della banca. L’imprenditore marchigiano si è recentemente portato all’1,9% di Mediobanca.

Ma soprattutto ha svolto un ruolo di primo piano in quello nella partita sulla governance delle Generali, che ha portato in primavera all’uscita di Cesare Geronzi. Anche se alcuni soci industriali avevano un po’ frenato per i modi a volte sopra le righe avuti da Della Valle negli ultimi mesi, il suo ingresso pareva in realtà rafforzare anche il peso degli stessi azionisti del gruppo B, preoccupati che le posizioni di Jonella Ligresti in Cda venissero ‘attratte’ nell’orbita Unicredit (gruppo A e primo azionista), dopo il ruolo assunto da Piazza Cordusio nel riassetto Fonsai.

A un certo punto, come detto, è sembrato anche che si chiedesse proprio alla Ligresti di fare un passo indietro, viste proprio le ultime traversie del gruppo di famiglia. La compagnia tuttavia resta ancora il primo azionista tra i soci industriali, con una quota del 3,83%. A chiudere ogni incertezza ci ha pensato tuttavia lo stesso Diego Della Valle, che ha definito in una nota ”assolutamente infondante” le voci di un suo ingresso al posto della presidente Fonsai. ”Jonella Ligresti – ha fatto sapere Mr. Tod’s – è una mia amica e per me i valori dell’amicizia e della lealtà vengono prima di ogni altra cosa”.

La Ligresti ha naturalmente apprezzato, sottolineando il ”raro” stile personale mostrato da Della Valle in questa vicenda. La lista di maggioranza alla fine vedrà i cinque nomi interni, il presidente Renato Pagliaro, l’A.d Alberto Nagel, il d.g Francesco Saverio Vinci, Maurizio Cereda e Massimo Di Carlo, i cinque fatti dalle banche (gruppo A), Dieter Rampl, Ennio Doris, Fabrizio Palenzona, Roberto Bertazzoni e Eric Strutz. Tra i sette rappresentanti dei soci industriali (gruppo B) ci saranno Marco Tronchetti Provera (oggi vice presidente), Gilberto Benetton, Carlo Pesenti e Marina Berlusconi. Quest’ultima oggi è stata in visita in Piazzetta Cuccia.

Uno degli indipendenti sarà sicuramente Angelo Caso’, che si avvia alla conferma del patto, mentre sul secondo sono proseguiti i contatti per tutta la giornata, visto il peso che alla fine avrà anche nel comitato nomine della banca (per ora si sa solo che è una donna). Per i quattro soci esteri resteranno quindi Vincent Bollorè, Jean Azemà e Tarak Ben Ammar (indipendente), mentre una seconda indipendente verrà indicata dall’imprenditore bretone. Il candidato delle minoranze (oggi è Marco Parlangeli) dipenderà dalla lista che dovrebbe venir depositata entro il 3 ottobre.

Mentre in uscita ci sarebbe solo l’ex presidente Generali Antoine Bernheim, per limiti di età. Domani la tabella di marcia prevede, nell’ordine, la riunione dei comitati remunerazione ed esecutivo e del Cda sui risultati dell’esercizio annuale (360 milioni il consensus sull’utile). Nel pomeriggio il testimone passerà al direttivo e all’assemblea del patto che avrà sul tavolo anche la nuova geografia dell’accordo parasociale con le disdette arrivate fino a oggi.(ANSA).

La questione dell’ingresso di Della Valle nel Cda di Piazzetta Cuccia, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, è al momento chiusa, mentre è ancora da mettere a punto la questione dei consiglieri indipendenti in fase di ingresso nel consiglio di Mediobanca. Il Cda di domani disegnerà tra l’altro e renderà nota la ‘geografia’ del patto di sindacato, con le disdette ricevute fino ad oggi.