Mediobanca raddoppia utili in 6 mesi, Nagel: “A giugno nuovo piano industriale”

Pubblicato il 27 Febbraio 2013 9:01 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2013 10:45
Mediobanca raddoppia utili in 6 mesi, Nagel: "A giugno nuovo piano industriale"

Mediobanca raddoppia utili in 6 mesi, Nagel: “A giugno nuovo piano industriale” (Foto LaPresse)

MILANO –Mediobanca raddoppia l’utile e batte tutte le attese nel semestre. Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, ha annunciato la ripresa delle aziende ed ha spiegato che ci vorrà del tempo per vedere gli effetti anche sui ricavi dalle commissioni. Intanto a giugno Mediobanca presenterà il suo nuovo piano industriale, che partirà dal mese di luglio.

Le nuove strategie definite nel piano industriale saranno esposte dal consiglio di amministrazione della banca nella riunione che si terrà probabilmente nella terza settimana di marzo.

Nagel ha spiegato: “Abbiamo già il piano triennale di Generali, pensiamo che da qui a giugno avremo una migliore comprensione delle regole di Basilea 3 e quindi entro quel momento avremo il nuovo piano triennale che partirà da 1° luglio 2013”.

Le direttive di Basilea sui nuovi standard di liquidità delle banche entreranno in vigore secondo le attese gradualmente e a partire dal 2015, ma in Mediobanca potrebbero comportare una riduzione della quota in Generali, dove oggi la banca e’ primo socio con il 13,5% circa.

Venendo ai conti, per l’istituto di Piazzetta Cuccia il semestre si chiude con risultati a 124 milioni, 14,8 milioni nel trimestre (6,6 milioni un anno prima), contro un rosso per 10 milioni atteso nei tre mesi dal consensus di mercato. I ricavi nei sei mesi si riducono del 6% a 911 milioni e vanno a 457,6 milioni nel trimestre, contro i 497,6 milioni di un anno prima. Migliora poi il principale coefficiente patrimoniale (core tier 1, da 11,5 a 11,8%).

Sui conti pesano come previsto le rettifiche su Telco per 95 milioni, oltre al risultato netto negativo per 52 milioni del principal investing, la divisione che accorpa le quote in Telecom, Rcs e Generali. Grazie però a un contributo non ricorrente per 27,2 milioni da Gemina (quota del 12,6%, esterna al principal investing) comunque l’apporto delle società consolidate ad equity incide positivamente sui conti.

Nell’andamento industriale si segnala tra l’altro la relativa tenuta di Compass che in un tonfo del mercato (-12% l’erogato del 2012) guadagna spazio e si consolida come secondo operatore in Italia.

Intanto nel composito azionariato della banca, Poligrafici Editoriale, azionista con lo 0,11%, si e’ svincolata dal patto. Da fonti vicine all’accordo si apprende poi che alcune disdette ulteriori sono prevedibili per settembre, termine per lasciare il patto in scadenza a fine 2013.

I grandi soci hanno ritoccato i poteri del presidente del patto Angelo Casò per rafforzarne ”sul piano della forma e dell’apparenza” il requisito di indipendenza. Per il commercialista, in particolare, non è più prevista la facoltà che prima era presente sulla carta di esercitare il diritto di voto nel direttivo del patto.

In caso di superamento poi dei limiti fissati dal patto, sarà lo stesso direttivo a decidere l’intervento per chiedere ai soci in violazione di cedere la quota agli altri azionisti. Tra gli azionisti sindacati si aprirà nei prossimi mesi la ricognizione sulla quota del 3,8% della banca in mano a Fondiaria Sai.

Il pacchetto dovrà venir ceduto entro fine anno su dictat dell’Antitrust e entro il prossimo patto di settembre i soci dello stesso gruppo di Fonsai -il gruppo degli azionisti industriali (Gruppo B) – dovranno dire se sono interessati alla prelazione e il patto dovrà quindi decidere se in caso di cessione a terzi la quota resterà comunque vincolata.