Melegatti fallita, ma i dipendenti tengono in vita il lievito madre del pandoro (resiste dal 1894)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 giugno 2018 10:25 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2018 10:25
Melegatti fallita, ma i dipendenti tengono in vita il lievito madre del pandoro (resiste dal 1894)

Melegatti fallita, ma i dipendenti tengono in vita il lievito madre del pandoro (resiste dal 1894)

ROMA – Anche dopo il fallimento uno degli “angeli” della produzione è entrato ugualmente oggi nello stabilimento Melegatti per andare a girare il lievito madre, tenendo vivo il cuore dell’azienda, come è stato fatto tutti i giorni dal 1894, quando Domenico Melegatti inventò il pandoro. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il lievito madre è l’elemento imprescindibile nella ricetta dei dolci da ricorrenza, e ogni giorno deve’essere ‘rinfrescato’ per essere impiegato al meglio nell’impasto.

Ieri pomeriggio, nonostante lo sconforto per il fallimento dichiarato due giorni fa dal Tribunale di Verona, un gruppo di lavoratori si è presentato davanti ai cancelli della fabbrica dolciaria di San Giovanni Lupatoto. Tra di loro c’era chi lavora in Melegatti da più di trent’anni, ed è subentrato prendendo il posto dei genitori, come Paola Ferrari: “Sono entrata nel 1987 e prima c’era mia madre, dal 1955 al 1992. Ho la casa piena di cimeli, foto quando c’era ancora il negozio in piazza Bra, accanto all’Arena. Posso dire di essere cresciuta con la Melegatti e adesso c’è tanta tristezza”.

C’è anche una coppia, marito e moglie, tra i 65 dipendenti fissi, ai quali si aggiungono poco meno di 300 lavoratori stagionali, a tutti gli effetti dipendenti diretti. Per questi ultimi la mannaia del licenziamento era calata già dopo la mini-campagna natalizia. “La solidarietà della gente ci ha commosso – dicono – c’è stata una grande partecipazione che ha confermato quanto il marchio Melegatti sia amato apprezzato in tutta Italia”.

C’è però anche rabbia: “Sono amareggiata, preoccupata per i miei colleghi e per il marchio” afferma Laura Aio, da dieci anni agente Melegatti. “Secondo me – aggiunge – era una situazione che a nostra insaputa si trascinava da tempo, sfido chiunque a far sparire 50 milioni in otto mesi”. Nessuno la nomina, ma il “j’accuse” dei dipendenti per il tracollo finanziario è indirizzato a Emanuela Perazzoli, presidente e (negli ultimi mesi) anche ad di Melegatti.

“Abbiamo visto che tutto adesso è sulle nostre spalle – dice un altro dipendente, Giuseppe Peraro – purtroppo la parte onesta sta pagando. Spero che il Tribunale faccia il passo per arginare i danni che ha fatto questa proprietà”. Fino a due mesi fa in Melegatti lavorava anche il figlio Matteo, uno dei custodi del lievito madre, poi si è licenziato quando la situazione è precipitata, con tutti i lavoratori in Cig da gennaio, dopo l’effimera mini-campagna natalizia.

A dare solidarietà è arrivato anche il più vecchio fornitore di Melegatti, Gianfranco Bozzola, con la sua azienda di bilance: “Ormai sono sessant’anni – ricorda – Seguivo mio padre da piccolo. Magari facevano un po’ fatica a pagare, però riuscivo a incassare. Sono rimasto fregato dall’ultima fornitura, tutte le bilance del nuovo stabilimento di San Martino per i continuativi. Responsabile di questa vicenda, molto triste e brutta, c’è solo una persona e il suo contorno”.