Mezza Italia per il no euro. I più veloci nel rinnegarlo

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2014 15:47 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2014 15:53
Mezza Italia per il no euro. Il più veloci nel rinnegarlo

Mezza Italia per il no euro. Il più veloci nel rinnegarlo

ROMA – Mezza Italia vuole uscire dall’Euro. Eravamo i più europeisti, oltre il 70%, nel giro di un decennio siamo scesi appena al 53%. Dal 2007 i favorevoli alla moneta unica sono diminuiti poco nell’Eurozona, dal 69% al 66%, ma per la crisi nei Paesi mediterranei il parere positivo è calato di più, dal 64% al 57%. Italia in testa, con i favorevoli in picchiata di 10 punti (dal 63% al 53%). E’ quanto rilevato da un’indagine dell’Istituto Cattaneo in vista delle europee, basata sui dati Eurobarometro di ottobre 2013.

Nel 2002 in Italia i favorevoli all’Euro erano il 76% (più di Francia e Germania) ma al 2013 il consenso perso ha toccato il 23%. L’Italia è il Paese in cui il sentimento euroscettico è prosperato maggiormente  e più velocemente. Nel report dell’Istituto Cattaneo si legge che:

“Nel giro di poco più di un decennio l’Italia ha disperso una riserva di fiducia verso la moneta unica di ben 23 punti percentuali. Il grande valore emotivo della moneta per qualsiasi cittadino e il fatto che fosse cresciuta la sfiducia nei confronti dell’Euro ha spinto alcuni partiti (in primo luogo i partiti eurocritici come la Lega nord, il Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e in parte Forza Italia) a cavalcare questo tema e ad amplificarlo ulteriormente. Per questo il fenomeno appare radicato nell’opinione pubblica, quindi ancor più preoccupante agli occhi di chi ha guardato all’Europa con speranza”.

In particolare, secondo gli analisti, si è venuta a creare una spaccatura tra i Paesi dell’Europa Mediterranea e gli altri Paesi dell’Eurozona:

“Nel 2007 si dichiarava a favore dell’euro il 64% dei cittadini di questi paesi, mentre oggi lo stesso dato è inferiore di sette punti percentuali (pari al 57%). Almeno nella percezione pubblica, nei paesi del sud Europa (Francia, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo) i cittadini hanno progressivamente perso fiducia nell’utilità della moneta unica”.

In alcuni paesi, ad esempio nella Germania di Angela Merkel, l’opinione dei tedeschi è rimasta quasi immutata (72% favorevoli nel 2007 e 71% alla fine del 2013).