Milano, imprese in crisi: ma quelle “rosa” nel 2011 sono andate meglio

Pubblicato il 24 Aprile 2012 0:08 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2012 14:49

MILANO – In provincia di Milano le imprese che vanno bene sono quelle “al femminile”. Hanno resistito nel 2010 e nel 2011, anzi l’anno passato si è chiuso con un segno positivo per quanto riguarda l’occupazione, ma le imprese artigiane milanesi stanno affrontando questo nuovo anno sotto i colpi di una durissima recessione. È quanto emerge dalla rielaborazione statistica dell’Unione artigiani della Provincia di Milano frutto dell’attività dell’Osservatorio del lavoro che ha fatto registrare tra il 2011 e il 2010 un più 6,1% per quanto riguarda i nuovi assunti e un più 5,1% sul fronte delle imprese neonate.

Artigianato milanese da record nelle assunzioni visto che le altre imprese del territorio provinciale si sono fermate all’1,4% nel 2011, un risultato comunque positivo. Spicca nella massa dei dati raccolti il fatto che l’avviamento al lavoro femminile è stato più consistente tra un anno e l’altro con un più 6,5%, anche se le donne rappresentano soltanto un quarto dei nuovi assunti dell’anno passato. I più richiesti sono stati i cittadini stranieri visto che corrispondono al 53% dei nuovi lavoratori artigiani.

“Leggendo i dati di questa elaborazione si potrebbe pensare che la crisi sia alle spalle – spiega Stefano Fugazza, presidente dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano – ma non è certamente così, tanto che tra la fine del 2011 e soprattutto l’inizio di questo nuovo anno siamo tornati in fase di recessione. Il dato sull’occupazione nel 2011 resta comunque un segnale confortante che conferma come il nostro settore, in questi ultimi anni terribili, abbia reagito con tenacia”.

Ma non mancano le incertezze, la Cisl lombarda in occasione della mobilitazione del 21 aprile scorso a Milano per sollecitare interventi concreti per lo sviluppo ha sottolineato come la ripresa lombarda sia ben lontana. Gli ultimi dati sui licenziamenti elaborati dal loro uffici studi a livello regionale testimoniano che nei primi tre mesi del 2012 hanno perso il posto 21.249 lavoratori, il 31,69% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Ben 14mila sono dipendenti di aziende sotto i 16 dipendenti (+37,83% rispetto al 1° trimestre 2011).

Anche nelle aziende più grandi, comunque, il dato è pesante: 7.221 licenziamenti in tre mesi, con un aumento del 21,20% rispetto al primo trimestre 2011. Grande preoccupazione poi è manifestata dagli artigiani sui temi legati alla contrattualistica del lavoro ora in discussione perché in questo settore sono determinanti per l’accesso al lavoro i contratti di apprendistato e a tempo determinato.