Milano, banche a processo per la truffa dei derivati al Comune

Pubblicato il 20 maggio 2010 1:15 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2010 1:22
letizia moratti

Il sindaco di Milano Letizia Moratti

E’ cominciato presso il tribunale di Milano il primo processo in Italia nei confronti di quattro banche e di undici loro funzionari o ex funzionari accusati di truffa aggravata insieme all’ex city manager del Comune e un suo consulente per la vicenda dei contratti derivati del Comune. Le banche hanno chiamato in qualità di testimoni l’ex sindaco Gabriele Albertini e l’attuale primo cittadino Letizia Moratti.

Per l’accusa gli istituti di credito avrebbero guadagnato circa 100 milioni di euro. Davanti al giudice della quarta sezione penale Oscar Magi, lo stesso del caso Abu Omar e della vicenda del video-choc finito in rete su Google, sono state affrontate le questioni relative alle parti civili.

Con le difese che hanno chiesto di respingere le richieste sia di costituzione di parte civile avanzate dal Comune in quanto danneggiato e un “pool” di associazioni di consumatori, sia di citazione delle banche come responsabili civili.

Con i legali di Palazzo Marino e dei consumatori che hanno insistito con le loro istanze e con il procuratore aggiunto Alfredo Robledo che si è dichiarato favorevole all’ammissione del Comune, si è rimesso al giudice perla posizione dei consumatori e si è opposto alla citazione degli istituti di credito (Ubs, Jp Morgan, Deutsche Bank e Depfa Bank) come responsabili civili in quanto già imputati in qualità di enti.

“E’ per evitare una sovrapposizione – ha detto il pm – E’ come se chiedessero due volte il risarcimento allo stesso soggetto in due vesti diverse”. Sulle richieste formulate il giudice scioglierà la riserva il prossimo 9 giugno. Altre udienze sono state fissate per il 23 giugno e il 14 luglio.

Secondo Robledo l’Italia è più a rischio della Grecia perché “é l’unico Paese dell’Ue in cui gli enti locali hanno stipulato contratti derivati di questo tipo” con le banche. “Mentre in Grecia – ha aggiunto – c’é un problema internazionale e l’Europa è corsa in soccorso”, in Italia la questione è diversa.

“Proprio per la diffusione del fenomeno – ha proseguito – ci sono tante bolle in seno a Comuni, Province e Regioni e se scoppiano non si sa cosa accadrà. La politica dovrebbe intervenire prima.” Quanto al fatto che, quello che si sta celebrando a Milano sui derivati è stato definito “un processo pilota”, l’avvocato Guido Alleva, legale di Deutsche Bank, ha replicato: “Ogni processo ha l’obiettivo di accertare i fatti e la verità. Se si attribuiscono valenze che il dibattimento non ha, si sconfina in un territorio pericoloso”.

Insieme alle quattro banche, gli imputati sono Tommaso Zibordi e Carlo Arosio ( Deutsche Bank), Gaetano Bassolino, figlio dell’ex governatore della Campania, Matteo Stassano e Alessandro Foti ( Ubs), Antonia Creanza, Fulvio Molvetti, Francesco Rossi Ferrini e Simone Rondelli (Jp Morgan), Marco Santarcangelo e Francis William Marrone (Depfa Bank) oltre a Giorgio Porta, ex direttore generale del Comune di Milano, e il consulente Mauro Mauri.