Milano, sorteggio beffa. L’Ema va a Amsterdam alle buste

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2017 16:56 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2017 19:00
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Milano resta dentro. Ema, ancora speranze per 900 posti e un miliardo di soldi che girano

ROMA – Milano perde l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, al sorteggio. La beffa arriva dopo la terza votazione. La città italiana e Amsterdam, infatti, avevano ottenuto lo stesso numero di voti e quindi, come previsto dai regolamenti, ci si è affidati al caso. O meglio, a due buste. E alla fine è uscita vincitrice la capitale dei Paesi Bassi. Non ci sarebbe stato bisogno delle buste se i votanti fossero stati 27 ma c’è stata un’astensione, forse da parte della Slovacchia, che con Bratislava era considerata uno dei candidati più forti prima dell’inizio delle votazioni.

Milano era arrivata in testa alla votazione finale. Aveva infatti superato il secondo turno con 12 voti, davanti ai 9 di Amsterdam e ai 5 di Copenhagen, che è stata eliminata. Alla prima tornata di votazioni Milano era in testa con 25 voti contro i 20 delle due città nord europee.

Dopo la beffa, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha detto: “Abbiamo deciso lo stesso di fare un commento nonostante la delusione. C’è anche la consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevamo fare per avere un dossier competitivo. Dopodiché e andata come è andata. Dispiace molto eravamo pronti. Detto questo prendiamo atto. Ringrazio Beppe Sala, gli operatori e il mondo delle imprese, il governo che so quanto si è impegnato”. Il sindaco Sala ha aggiunto: “Nessun rammarico, abbiamo fatto tutto il possibile. La candidatura ci è servita per prendere coscienza della nostra forza e dei miglioramenti che ha avuto Milano in questi ultimi anni”.

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha invece detto che è “pazzesco che una scelta che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico venga presa in Europa tramite sorteggio con lancio di una monetina, ennesima dimostrazione della follia con cui è governata l’Unione Europea. Prioritario per il prossimo nostro governo sarà ridiscutere i 17 miliardi all’anno che gli italiani versano a Bruxelles”.

 

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