Milleproroghe, proteste dei registi contro i tagli al Fondo per lo spettacolo

Pubblicato il 23 Dicembre 2010 16:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2010 17:18

Prevalgono lo stupore e la rabbia il 23 dicembre fra i rappresentanti dei 100Autori che in una conferenza stampa attaccano duramente i provvedimenti per il cinema nel decreto Milleproroghe, cambiato, dicono, in extremis per le pressioni di distributori e esercenti. Misure, quelle adottate, che giudicano inutili, come la proroga a soli sei mesi degli incentivi fiscali (”chi voleva uccidere il cinema ci è riuscito”).

L’associazione che riunisce sceneggiatori e registi annuncia anche nuove iniziative plateali di protesta, ancora da definire, con cui rivolgersi direttamente al pubblico, ”per far capire che non chiediamo regali ma solo strumenti per trasformare il nostro settore, che va bene, in un’industria” dice il coordinatore dei 100Autori Andrea Purgatori.

La proroga di sei mesi al tax credit ”è inutile, un insulto -aggiunge -. Lo potranno utilizzare solo i film di cui è partita la produzione o che partirà all’inizio dell’anno. Quale produttore metterà in cantiere un progetto che inizi a settembre in queste condizioni?”. Per lui ”il presidente dell’Agis, Paolo Protti che ”in un comunicato ha plaudito il governo per questa proroga, pur non avendo portato un euro in più al Fus, dovrebbe vergognarsi”.

Per i 100Autori, i provvedimenti nel decreto sono frutto di un cambiamento di rotta in extremis: ”Avevamo saputo che il governo avrebbe adottato un provvedimento d’emergenza, che attraverso l’aumento di un euro sul costo di un biglietto, avrebbe reperito per il rinnovo del tax credit 90 milioni di euro l’anno per tre anni, più altre risorse. La decisione era presa ed era uscita la notizia – spiega Purgatori -. Poi all’improvviso è arrivata la smentita del Ministero dei Beni Culturali. E’ evidente che sia successo qualcosa. Infatti esercenti e distributori italiani e stranieri, sono andati a Palazzo Chigi per fare muro all’aumento del costo del biglietto. Sono arrivati anche a minacciare di smontare i film italiani, dimenticando che il prezzo dei biglietti l’avevano gia’ aumentato loro da soli, arrivando per il 3d a 12 euro, e su quello il Codacons, stranamente non aveva avuto niente da dire”.

Un dietrofront quello del Ministero, che porta i 100Autori a chiedere di nuovo con forza ”le dimissioni di Sandro Bondi. Se non arriveranno speriamo che passi la mozione di sfiducia. Così magari potrà diventare il ministro dei multiplex – dice ironico Purgatori -. Anche se il nostro obiettivo non è tanto Bondi, una figura già sforacchiata, ma Tremonti e tutto il governo che si è piegato a questa lobby”.

Ai 100Autori piacerebbe sapere ”perché un governo italiano accetta il ricatto di distributori americani che non pagano le tasse in Italia. Bisogna capire se siamo in uno stato autonomo o in un multiplex di un altro Paese”. E Purgatori aggiunge: ”Non provi ora qualcuno a fare comunicati di smentita, non solo sappiamo i nomi di chi c’era a quella riunione, ma anche le frasi che sono state usate”.

La prima reazione dell’associazione sarà non sedersi al tavolo di confronto con Agis ed esercenti ”che fino ad ora si erano appoggiati alla nostra battaglia”. Il regista Michele Conforti sottolinea che ”noi non avevamo mai chiesto l’aumento del costo del biglietto per il rinnovo del tax credit. Avevamo proposto la tassa di scopo, cioè un prelievo fisso nella filiera di tutte le aziende che diventano miliardarie con i prodotti dell’audiovisivo come sa bene anche il nostro presidente del Consiglio”.

Per Francesca Comencini la “mobilitazione sarà dura, contro queste misure che chiaramente vogliono mettere a tacere le tante voci, anche critiche, del cinema italiano”. Il primo appuntamento dell’associazione è stasera per un’assemblea alla Casa del Cinema, in cui si riuniranno tutte le sigle del movimento Tutti a casa.

[gmap]