Miracolo Grecia: 2,9 miliardi di avanzo primario, la prima volta in 10 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 6:38 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 21:29
Miracolo Grecia: 2,9 miliardi di avanzo primario, la prima volta in 10 anni

Miracolo Grecia: 2,9 miliardi di avanzo primario, la prima volta in 10 anni (Ap-Lapresse)

ATENE, GRECIA – Un piccolo miracolo nei conti pubblici della Grecia: per la prima volta in oltre dieci anni il bilancio dello Stato centrale (esclusi enti locali e aziende partecipate) registra un avanzo primario (primario significa escluso il costo degli interessi sul debito), che nei primi 8 mesi del 2013 è stato di 2,9 miliardi di euro. Solo un anno fa c’era un disavanzo di 1,4 miliardi.

E le previsioni del piano di salvataggio dicevano che a questo punto dell’anno il bilancio doveva trovarsi con un disavanzo di 2,5 miliardi. La Grecia, così, si ritrova con 5,3 miliardi in più nelle sue dissestate casse. Serviranno ad avere la credibilità necessaria per beneficiare degli 11 miliardi della Troika Bce-Ue-Fmi, il terzo piano di aiuti per evitare il crac nei prossimi due anni, 2014 e 2015.

Il premier Antonis Samaras esulta: “Un piccolo miracolo sta avvenendo in Grecia per la prima volta da anni stiamo superando i nostri obiettivi di bilancio”. Vittorio Da Rold, sul Sole 24 Ore, spiega le cause del “miracolo”:

“Atene è riuscita a ridurre salari e pensioni del 30% in media, a contenere le spese per investimenti, ridotte di 1,3 miliardi, e i rimborsi ai contribuenti, ritardando i pagamenti per 683 milioni su 1,8 miliardi totali. Le entrate, invece, sono inferiori di un miliardo rispetto alle stime, sebbene le indirette abbiamo incassato 328 milioni in più del previsto sempre nei primi 8 mesi. Insomma un “forcing” eccezionale. Parlando alla stampa, il vice ministro delle Finanze Christos Staikouras, ha rassicurato sul fatto che il bilancio totale delle amministrazioni pubbliche – compresi gli enti locali e le imprese di proprietà dello Stato – è in linea con il raggiungimento di un surplus primario nel 2013. «Surplus che sarà il più alto tra i membri dell’Eurozona», ha detto il vice ministro e che è elemento pregiudiziale per la concessione del terzo piano di aiuti”.

Inoltre “i dati del turismo (17,5 milioni di visitatori raggiunti nei primi otto mesi) segnano un milione di turisti in più, per un incasso di 11,5 miliardi di euro di ricavi“.

Ma non son rose senza spine. Se i conti pubblici stanno un po’ meglio, la medicina amara dell’austerità sta fiaccando il paziente, i cittadini greci: dopo un taglio medio del 30% di stipendi e pensioni, dopo un aumento delle tasse sul reddito, sulla casa, sulla benzina e sui consumi, dopo sei anni consecutivi di crisi, i greci hanno ridotto i consumi arrivando a livelli di dieci anni fa.

Ed è inevitabile, col crollo della spesa delle famiglie e dell’occupazione, una continua riduzione del Prodotto interno lordo, che si riprenderà solo a partire dal 2015, come evidenzia Da Rold:

“Intanto secondo i dati del bilancio, il debito pubblico arriverà al 173,2% nel 2013, al 174,7% nel 2014, al 171,5% nel 2015, al 164% nel 2016 mentre la spesa per interessi sarà di 8,3 miliardi quest’anno, di 9,7 miliardi nel 2014, 10,8 miliardi nel 2015 e 11,2 miliardi nel 2016. Una situazione insostenibile con un Pil che quest’anno dovrebbe raggiungere i 183 miliardi (-25% dall’inizio della crisi), per ridursi a 182 miliardi l’anno prossimo, risalire a 187 nel 2015 e a 196 miliardi nel 2016”.

La Grecia, che domenica guarda con interesse all’esito del voto in una Germania nella cui campagna elettorale si è parlato molto di Grecia, “ha fatto i compiti”, ma presto potrebbe non avere i soldi per il quaderno.