A marzo 10 mila statali in mobilità. Tagli nella PA, si fa sul serio

Pubblicato il 27 Febbraio 2012 9:17 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2012 9:17

ROMA – 10 mila dipendenti pubblici si preparino ad essere collocati in mobilità. La riduzione del 10% degli organici nella Pubblica Amministrazione, prevista dalla manovra di Ferragosto, stavolta sarà effettiva: 10 mila esuberi è una stima attendibile, anche se bisogna aspettare le risposte alla circolare di gennaio che il Ministero della Funzione Pubblica ha inviato a tutti gli enti e le amministrazini interessate. Ci sono tutti: ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici. Ognuno deve compilare una serie di prospetti in cui indicare gli organici e le presenze effettive a fine dicembre: una volta calcolate le riduzioni previste entro marzo si procederà ad individuare le eccedenze sulle quali applicare i tagli.

Perché sarà effettiva questa riduzione e non unicamente nominale? Ogni volta che si è tentato un dimagrimento della macchina amministrativa si è applicata una riduzione teorica degli organici che nella pratica risultavano sempre un po’ più grandi delle presenze effettive. Prepensionamenti e blocchi del turn-over di fatto hanno lasciato intatta la sostanza numerica del personale. Negli ultimi quindici anni i giri di vite annunciati sono stati molti. Ma a parte a qualche sforbiciata agli assetti organizzativi non si è andati oltre, con deroghe e vincoli che hanno permesso di mantenere inalterati i livelli occupazionali.

Oggi però il divario tra organici teorici e dipendenti in servizio si è molto assottigliato, di aggira tra il 5 e il 7%: siamo vicini alla parificazione e in qualche caso all’esubero del personale effettivamente presente rispetto alle piante organiche.

La platea su cui verranno applicati i tagli, anche in ragione dei risultati della spending review del governo Monti si applica su una platea vastissima che comprende 3 milioni e 253 mila dipendenti, tra impiegati e dirigenti della pubblica amministrazione con contratti a tempo indeterminato. Per coloro che risulteranno in esubero la prospettiva è quindi una ricollocazione nella stessa amministrazione magari applicando l’istituto della solidarietà o forme flessibili di lavoro come il part-time oppure verranno spostati nell’ambito della stessa regione o oaddirittura in un’altra. Si chiama mobilità.