Irap, Irpef, Imu e ambiente: le nuove tasse del governo Monti

Pubblicato il 18 Marzo 2012 10:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2012 10:43

ROMA – Altre tasse in arrivo. Il governo Monti, nell’ambito del risanamento, continua a usare la leva fiscale. Ne parla Francesco De Dominicis su Libero, spiegando che saranno spazzati via il riassetto dell’Irpef (il prelievo sui redditi delle persone) sulla base di tre aliquote al 20, 30 e 40%, e il progressivo azzeramento dell’Irap (imposta regionale sulle attività produttive).

Il Governo non ha dubbi e lo mette nero su bianco: “La vecchia delega – si legge nella relazione al ddl – prevedeva un’Irpef a tre aliquote”, ma “si ritiene preferibile non ripresentare questo aspetto”. Stesso discorso per la “soppressione dell’Irap”: una “indicazione contraddittoria con le esigenze di finanza pubblica”. Che tradotto vuol dire: non è possibile rinunciare al gettito di 35 miliardi di euro destinato alle regioni per finanziare la sanità.

Brutte sorprese anche per i proprietari di casa che già si preparano a fare i conti con la nuova Imu-Ici (da giugno si pagherà di nuovo sulle prime case e diventerà più cara per le seconde). Si va incontro a una profonda riforma del catasto: addio ai vani sostituiti dai metri quadri e porte aperte per i valori di mercato.

Arrivano poi le tasse per l’ambiente (green taxecarbon tax) che avranno pure la finalità (encomiabile) di stimolare investimenti “ecologici”, ma nel breve periodo corrono il rischio di pesare come un macigno sui conti delle aziende. Cambia il nome per la tassa sulle società da Ires a Iri e poi per gli azionisti potrebbe scattare, frutto di un articolato meccanismo sul calcolo delle basi imponibili, il raddoppio del prelievo fiscale sugli utili. Colpiti anche i professionisti. Servono soldi per le casse dello Stato e Monti insiste sulla lotta all’evasione nonostante le forti perplessità del Garante della privacy.