Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s: l’authority europea Esma vigila su di loro

Pubblicato il 2 Luglio 2012 20:06 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2012 20:07
maijoor

Steven Maijoor (LaPresse)

MILANO – Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s finiscono bocciano, declassano e abbassano il rating di Paesi e banche: ora però finiscono nel mirino dell’Authority europea Esma, European Securities and Market Authority. E’ stata aperta un’indagine per chiarire se i metodi delle tre sorelle di rating siano o meno “rigorosi e trasparenti”.

Al Financial Times il presidente dell’Esma, Steven Maijoor, ha spiegato: “Il rating delle banche è molto importante perché interagisce con i rating sovrani e i titoli di Stato”.  Bisogna capire se le agenzie di rating hanno ”sufficienti risorse analitiche ed esperienza” per assumere quelle decisioni. ”Un cambio in blocco del rating non puo’ essere una scusa per prendere le decisioni in meno tempo. E’ importante che ciascun rating abbia lo stesso livello di attenzione nei dettagli e nelle analisi”, ha detto Maijoor.

Standard&Poor’s alla notizia ha replicato mostrando i muscoli: ”Saremo lieti di spiegare all’ESMA, nell’ambito del suo programma di ispezioni regolari, i passi che abbiamo preso per massimizzare la qualità, la trasparenza e la coerenza dei nostri rating bancari”.

”Siamo orgogliosi del forte track record dei nostri rating bancari in Europa come indicatori del rischio di insolvenza”, ha detto ancora l’agenzia di rating. Lo scorso 21 giugno Moody’s si è scagliata contro le banche europee e americane. Quindici in tutto, di cui nove nel Vecchio Continente (Credit Suisse, Deutsche Bank, Bnp Paribas, Credite Agricole, Societe’ Generale, Hsbc, Barclays, Ubs, Royal Bank of Scotland), cinque negli Usa (Jp Morgan Chase, Morgan Stanley, Bank of America, Goldman Sachs, Citigroup) e la canadese Royal Bank of Canada. La motivazione: una significativa esposizione ”alla volatilità dei mercati e a rischi di forti perdite”.

Mentre Fitch, a dicembre scorso, ha deciso il downgrade di sette banche: 4 europee (Deutsche Bank, Bnp Paribas, Barclays, Credit Suisse) e 3 americane (Bank of America, Citigroup e Goldman Sachs). Poi, tra maggio e giugno, ha bocciato il rating di 5 istituti greci e di 18 spagnoli. Molte sono le critiche piovute nei confronti delle agenzie di rating finite anche al centro dell’inchiesta della Procura di Trani. Sotto osservazione è finita, soprattutto, Standard & Poor’s (indagata per manipolazione del mercato), dopo che a gennaio scorso ha declassato l’Italia di due gradini (da A a BBB+) esprimendo giudizi negativi anche sulle banche.