Moody’s: troppo deficit, Francia, Gran Bretagna e Germania stanno per perdere il rating AAA

Pubblicato il 17 agosto 2010 20:30 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2010 20:30

Francia, Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna “si sono ulteriormente avvicinate” al momento in cui potrebbero perdere il rating a loro assegnato, la tripla A, il massimo consentito per uno Stato sovrano, a causa delle difficoltà poste dall’aggiustamento di bilancio dopo la crisi globale. Lo scrive Moody’s in un rapporto sul debito sovrano degli Stati migliori. Al momento, tuttavia, il rating AAA assegnato a questi Paesi “resta ben posizionato – si legge in una nota – sulla base di una valutazione di lungo termine della dinamica e della sostenibilità del debito” e l’outlook stabile assegnato al rating è stato confermato per tutti e quattro gli Stati.

Nel rapporto, che viene diffuso su base trimestrale, Moody’s inizia con l’affermare che Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti si trovano di fronte a difficili sfide di bilancio ma mantengono un outlook stabile, in un momento in cui “vengono accelerati gli sforzi di aggiustamento di bilancio”. Le sfide dovute a questa esigenza, si legge, “implicano che, in via generale, la distanza da qui al declassamento si è ulteriormente ridotta in ciascuno di questi Paesi”.

La Spagna, si aggiunge, rappresenta un caso “a parte”, in quanto Moody’s ha già annunciato a fine giugno di aver messo sotto esame per un possibile declassamento la tripla A di cui gode ancora il Paese governato da Zapatero. “Dall’ultimo rapporto sul debito sovrano a tripla A – spiega ancora Alexander Kockerbeck, vice presidente e senior credit officer per il debito sovrano di Moody’s – il dibattito sulla scelta dei tempi piùgiusti per il ritorno alla severità di bilancio si è concluso con successo per i principali Stati con tripla A visto che ora tutti stanno attuando misure di riduzione del deficit. Negli Usa, la strategia per la stabilizzazione del debito è ancora nelle fasi iniziali di sviluppo”.

Rispetto a pochi mesi fa, le sfide che questi Paesi devono fronteggiare “sono leggermente cambiate»” sottolinea Moody’s. La prima è quella di “ritrovare la crescita (e il gettito fiscale a questa collegato) in un momento in cui gli strumenti di politica di bilancio, ad esempio gli stimoli fiscali, non sono più disponibili. L’attenzione si sposterà, quindi, verso strumenti microeconomici che puntino, ad esempio, ad ampliare l’offerta di lavoro e la produzione”.

La seconda sfida è quella di mantenere o ritrovare accesso a canali di finanziamento a prezzi sostenibili attraverso un programma di aggiustamento di medio termine e, aggiunge Moody’s, questa è una premessa “necessaria, ma non sufficiente, perchè i grandi Stati con tripla A soprattutto in Europa, riescano a mantenere il controllo sulle dinamiche del debito, a fronte di una fiducia fragile sui mercati”.

Infine, conclude Moody’s, “un’ulteriore conseguenza della crisi è che c’è meno tempo a disposizione dei Governi per affrontare le sfide di medio e lungo termine, in particolare quelle relative all’invecchiamento della popolazione”. Queste riforme sono “cruciali”, sottolinea Moody’s, “perchè i Paesi a tripla A con i maggiori problemi riescano a mantenere il proprio merito di credito”.