Mps, continua il crollo il Borsa: -7%: i risparmiatori rischiano?

Pubblicato il 24 Gennaio 2013 13:50 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2013 14:26

Mps, continua il crollo il Borsa: -7%: i risparmiatori rischiano?

MILANO – Con il crollo degli ultimi giorni il titolo Mps è arrivato a perdere il 20% complessivamente. Alle 14 a piazza Affari il titolo della Montepaschi cede il 7,01% a 0,23 euro, con oltre 485 milioni di pezzi passati di mano, pari al 4,15% del capitale dell’istituto senese. Un crollo iniziato già alla vigilia delle dimissioni di Giuseppe Mussari e non recuperata, finora. Tanto che il cruccio dei risparmiatori ora è: ma posso stare la sicuro? Il sito dedicato al risparmio, ivostrisoldi.it, dà qualche risposta:

Veniamo alla domanda che in tanti continuano a ripetersi: i conti correnti dei risparmiatori presso il Mps sono a rischio dopo le notizie di questi giorni? E’ il Corriere della Sera a spiegare nel dettaglio la vicenda: da una parte abbiamo il Fidt, il Fondo interbancario di tutela dei depositi (www.fitd.it). Il fondo copre le somme depositate fino a un valore massimo di 100 mila euro per titolare di conto e per azienda di credito. Chi ha più conti nella stessa banca, quindi, ha diritto a una copertura massima di 100 mila euro. Poi ci sono i beni mobiliari: nel caso di conti cointestati, il limite dei 100 mila euro si applica per ogni testa. Il tempo di rimborso è di 20 giorni lavorativi, più altri dieci di eventuale proroga, che viene concesso dalla Banca d’Italia solo in casi eccezionali.

I rischi per piccoli azionisti Titoli di Stato, azioni, obbligazioni e oro restano sempre di proprietà del depositante e non rientrano nell’eventuale ripartizione di debiti e crediti della banca: in caso di liquidazione vengono restituiti al legittimo proprietario. E’ ovvio che una simile voragine dei conti influisce negativamente sul titolo quotato in borsa e la perdita anche per i piccoli investitori diventa inevitabile. Qualche rischio si corre invece con le obbligazioni della banca: i bond bancari hanno diversa natura e non tutte le emissioni mettono al sicuro nel caso estremo del fallimento. E i fondi comuni? Anche in questo caso un certo grado di sicurezza non manca. Il patrimonio è conservato in una banca depositaria che è terza rispetto all’istituto che li colloca e che li distribuisce.