Mps, fallito aumento di capitale sul mercato. Cdm approva decreto salva-risparmio

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 dicembre 2016 1:27 | Ultimo aggiornamento: 23 dicembre 2016 2:28
Mps, fallito aumento di capitale sul mercato. No commissioni per gli advisor

Mps, fallito aumento di capitale sul mercato. No commissioni per gli advisor

MILANO – Fallito l’aumento di capitale sul mercato di Monte Paschi di Siena. Un risultato atteso e ufficialmente certificato al termine del Consiglio di amministrazione di giovedì 22 dicembre. A tarda notte il Consiglio straordinario dei ministri, riunitosi in grande fretta, ha varato il decreto salva-risparmio che apre la strada all’intervento pubblico.

Il premier Paolo Gentiloni, al termine del Cdm ha spiegato: “Abbiamo approvato il decreto che abbiamo definito il decreto salvarisparmio che si basa sull’autorizzazione ricevuta dal parlamento con ampia maggioranza a costituire un fondo di 20 miliardi per intervenire a tutela del risparmio”.

“Credo che questa rappresenti una giornata importante, di svolta – ha aggiunto – di rassicurazione per i suoi risparmiatori e per il suo futuro”. Gentiloni ha inoltre sottolineato che nella stesura del decreto salva-risparmio “ci siamo impegnati in modo particolare nelle modalità di intervento della situazione del Monte dei Paschi”.

Non sono bastati i risparmiatori corsi in aiuto della banca senese che hanno consentito di raccogliere quasi 2,5 miliardi di euro, una somma di tutto rispetto e di gran lunga sopra le attese. A far mancare il sostegno sono stati i grandi investitori tra cui il fondo sovrano del Qatar, il cui interesse all’aumento di capitale ne aveva fatto l’anchor investor, il perno della soluzione privata con un investimento quantificato in un miliardo di euro.

Nella nota diffusa al termine del Cda, Mps ha spiegato che nell’operazione non sono stati raccolti ordini di investimento sufficienti a raggiungere la somma di 5 miliardi di euro, necessaria a consentire il deconsolidamento dei non performing loan e il raggiungimento degli altri obiettivi di rafforzamento patrimoniale posti a base dell’operazione annunciata il 25 ottobre e delle autorizzazioni ricevute dagli organismi di vigilanza nazionali e sovranazionali.

“Le banche d’affari  – precisa Mps – coinvolte a vario titolo nel consorzio di collocamento, e nell’operazione di cartolarizzazione, ivi comprese JPMorgan e Mediobanca, non riceveranno alcuna commissione”. Le obbligazioni subordinate di Mps conferite in adesione alle offerte LME saranno restituite ai rispettivi portatori nei termini indicati nella relativa documentazione di offerta. Lo ricorda Mps segnalando che il mancato perfezionamento dell’aumento di capitale comporta il venir meno anche dell’operazione di cartolarizzazione definita nel contesto dell’operazione, e del complessivo esercizio di liability management su passività subordinate emesse o garantite dalla banca.

In serata la Consob ha disposto la sospensione per venerdì delle negoziazioni nei mercati regolamentati, nei sistemi multilaterali di negoziazione e nei sistemi di internalizzazione sistematica italiani relativamente ai titoli emessi o garantiti da Banca Monte dei Paschi di Siena spa e agli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli emessi da Mps.

La soluzione adottata dal governo è quella già esplorata in queste settimane e passa per la ricapitalizzazione precauzionale e per lo scudo sulla liquidità, in caso si materializzi un rischio per i correntisti.

Il provvedimento prevede poi un meccanismo di tutela degli obbligazionisti subordinati di Mps al 100% assegnando loro prima azioni e poi obbligazioni ordinarie. Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ricordando che l’intervento pubblico fa scattare la conversione forzosa con perdite, ha spiegato che per ovviare a questo la stessa banca attiverà un meccanismo di transazione per scambiare le obbligazioni in azioni e poi in obbligazioni ordinarie.

I risparmiatori, che avevano creduto più degli investitori istituzionali nella soluzione di mercato, ora si ritrovano con circa 2 miliardi di obbligazioni subordinate che saranno convertite in azioni, con una perdita imposta dalla direttiva Ue sul burden sharing che permette sì l’intervento dello Stato ma applicando perdite alla conversione e la diluizione degli azionisti. Per salvaguardarne il valore quindi, si è scelto uno schema di compensazione che vede la banca scambiare le azioni con obbligazioni ordinarie di valore pari a quello delle subordinate. Il Tesoro acquisterà le azioni oggetto dello scambio.

Il riacquisto delle azioni frutto della conversione dalle obbligazioni subordinate, è la spiegazione dell’esecutivo “ha lo scopo di prevenire liti giudiziarie connesse alla commercializzazione delle obbligazioni stesse” da parte degli oltre 40mila risparmiatori. Gli investitori istituzionali invece avranno una conversione che riconoscerà loro il 75% del valore nominale.

Così lo Stato diventa il padrone di Mps e, come ha spiegato Padoan, il sostegno pubblico “consentirà alla banca di continuare il suo piano industriale che dovrà essere approvato dalle autorità europee”. Solo nei prossimi mesi quindi si vedrà in che modo il Tesoro gestirà tale partecipazione e se ci sarà un accordo con Bruxelles per la progressiva dismissione della quota, magari dopo che la banca avrà ritrovato il cammino della redditività e della crescita.

“Il meccanismo attivato dal governo utile a Montepaschi è pensato anche per altre banche, vedremo se ci saranno altri istituti che lo richiederanno”, ha detto Padoan. Il decreto legge salva-risparmio “contempla la possibilità che la banca interessata da una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, che comporta la conversione delle obbligazioni subordinate in azioni, offra obbligazioni non subordinate in cambio delle azioni frutto della conversione. Il Tesoro può acquistare tali azioni”, precisa il comunicato finale.

Le banche che solo nello scenario avverso di una prova di stress presentino una carenza patrimoniale possono chiedere una ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato. Per beneficiare dell’intervento pubblico la banca sarà tenuta a preparare un programma di rafforzamento patrimoniale da sottoporre all’approvazione della Banca Centrale Europea.

Il Governo potrà rafforzare la capacità di una banca di approvvigionarsi di liquidità con una garanzia su nuove obbligazioni da emettere, a fronte del pagamento di una commissione. Le obbligazioni emesse dalle banche presenteranno per il sottoscrittore il grado di rischio dello Stato e non quello della banca emittente. In questo modo le banche potranno avere accesso al mercato anche se sottoposte a tensioni e reperire le risorse finanziarie di cui avessero bisogno a condizioni analoghe a quelle dello Stato.