Mps, Grilli: “Monti bond non sono un salvataggio. Bankitalia vigilanza attenta”

Pubblicato il 29 Gennaio 2013 16:16 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2013 16:21
Mps, Grilli: "Monti bond non sono un salvataggio. Bankitalia vigilanza attenta"

Vittorio Grilli dinanzi alla Commissione Finanze su Mps (Foto Lapresse)

ROMA – I 3,9 miliardi di Monti bond per il Monte Paschi di Siena non sono un salvataggio e la banca è solida. Anzi, è “indispensabile non insinuare dubbi sulla solidità del sistema bancario”. E’ quanto sostenuto dal ministro dell’Economia Vittorio Grilli dinanzi alla Commissione finanze di Camera e Senato. Il ministro chiede prudenza e difende la Banca d’Italia che ha svolto un’azione di “vigilanza continua, attenta e appropriata”.

Una vigilanza cominciata già nel 2010 con l’allora governatore Draghi e proseguita poi con Visco. In seguito alle ispezioni del 2011, Bankitalia “ha avviato una procedura sanzionatoria nei confronti del management di Mps, quando furono riscontrate gravi carenze nei controlli interni e tale procedura ad oggi è in fase conclusiva”.

Nella vicenda della banca senese, sottolinea Grilli, “vanno tenute distinte le responsabilità individuali da quelle della banca”. Ripercorrendo i passi degli uomini di Palazzo Koch, Grilli ha spiegato come siano stati puntualmente bloccati nel corso degli anni “comportamenti anomali a elevata rischiosità”.

Quanto ai Monti bond si tratta di “un prestito oneroso, non a fondo perduto, a favore dei risparmiatori”. Dunque l’intervento dello Stato non si configura come un salvataggio di una banca insolvente ma come un rafforzamento di capitale, così come prescritto dagli standard Eba, l’autorità di vigilanza europea sulle banche.

Nel caso delle misure per l’Mps si trattava di “limitare i rischi sistemici mettendo al sicuro il risparmio dei correntisti”, ha proseguito Grilli. L’aiuto finanziario, il titolare di via XX Settembre lo precisa, “non è a favore dei manager o degli azionisti ma dei risparmiatori“. Grilli ha poi spiegato quelli che sono i dettagli tecnici del prestito, specificando che il tasso di interesse è al 9% e che per Mps ci saranno condizioni “pesanti con onerosità crescente per incentivare il rimborso nel più breve tempo possibile”.