Mps, Profumo scopre il derivato “Alexandria” alla vigilia dell’assemblea

Pubblicato il 22 gennaio 2013 10:50 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2013 10:50

MILANO – L’operazione “Alexandria”, al centro di accertamenti da parte del cda del Monte dei Paschi di Siena, prende il nome da un contratto derivato siglato dal Monte con la banca giapponese Nomura. Una vicenda complessa e intricata che sarà discussa il 24 gennaio dal consiglio e che è al centro di un articolo di Marco Lillo del Fatto Quotidiano che contesta un’operazione di ristrutturazione del debito, a suo dire, poco trasparente.

Il contratto Mps-Nomura , ricostruisce il Fatto, impone subito una correzione nel bilancio di 220 milioni di euro ma i consulenti di Pwc e Eidos stanno cercando di quantificare il buco reale nei conti del Monte che, secondo una fonte anonima citata dal giornale, potrebbe salire a 740 milioni di euro. L’operazione Alexandria, al vaglio anche della Procura di Siena, sarebbe servita a Mps per ”abbellire il bilancio 2009” scaricando su Nomura le perdite di un derivato basato su rischiosi mutui ipotecari che poi i giapponesi avrebbero riversato sul Monte attraverso un contratto ‘segreto’ a lungo termine non trasmesso dall’allora vertice di Mps, guidato da Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, ai revisori dei conti Kpmg e a Bankitalia. Il Cda presieduto da Alessandro Profumo, che sta cercando di far luce sui derivati ‘segreti’ sottoscritti sotto la gestione Mussari, ha già ricevuto una relazione di otto pagine dal titolo ‘Alexandria’ che verrà discussa il prossimo 24 gennaio, alla vigilia dell’assemblea di Mps, e in cui si parla anche di un altro derivato in perdita per il Monte, l’operazione ‘Santorini’. La relazione, firmata dall’ad Fabrizio Viola, sottolinea che ”a fronte dei possibili impatti patrimoniali” derivanti da queste ”operazioni strutturate” il cda ha aumentato da 3,4 a 3,9 miliardi di euro le richieste di Monti Bond al Tesoro.

Martedì mattina il Monte dei Paschi di Siena conferma che l’incremento di 500 milioni di euro di Monti Bond assicurerà la copertura ”degli impatti patrimoniali” derivanti dai derivati, compresa l’operazione Alexandria, la cui analisi verrà sottoposta al cda entro metà febbraio. Dopo le indiscrezioni sulla stampa, tuttavia, Mps ha registrato un avvio debole a piazza Affari. A inizio giornata il titolo cedeva lo 0,99% a 0,29 euro, piazzandosi in fondo al Ftse Mib.

Non solo: i senesi hanno anche un ulteriore motivo di risentimento. Mps ha infatti deciso di tagliare il protettorato alla contrade, ovvero il contributo di 255mila euro totali l’anno per preparare il Palio.

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