Economia

Mps, Ue promuove soluzione di Stato ma chiede “ristrutturazione credibile”

Mps, Ue promuove promuove soluzione di Stato ma chiede "ristrutturazione credibile"

Mps, Ue promuove promuove soluzione di Stato ma chiede “ristrutturazione credibile” (Foto Ansa)

BRUXELLES – L’Unione europea promuove l’Italia su Monte dei Paschi di Siena: la soluzione messa a punto per il salvataggio di Mps va nella direzione giusta, incluso il sistema di tutela per i piccoli investitori retail vittime di ‘mis-selling’. L’ok definitivo e formale della Commissione europea, però, potrà arrivare solo quando ci sarà un piano di ristrutturazione credibile che assicuri il ritorno della banca sul mercato senza più l’aiuto pubblico, in linea con le regole europee sugli aiuti di Stato. In attesa di conoscere l’ampiezza dell’intervento del Tesoro in base alla valutazione della Bce.

Un processo, quindi, che è appena agli inizi e per il cui completamento Bruxelles prevede tempi non immediati, ma qualche mese. Rapido, invece, dovrebbe essere l’ok al prolungamento dello schema italiano per la liquidità delle banche solventi che scade a fine mese, e il via libero per utilizzarlo se tutte le informazioni saranno fornite a tempo.

Per il ‘falco’ Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, invece, “le regole impongono prima la necessità di un ‘bail in’ degli azionisti e degli obbligazionisti junior”. La palla è però solo nel campo di Commissione Ue e Bce. La Commissione europea, infatti, “condivide l’obiettivo delle autorità” italiane “di rafforzare il settore in linea con le regole Ue” e “prende nota” del decreto approvato dal governo che assegna “fondi per la ricapitalizzazione delle banche in caso di necessità e come precauzione”.

La procedura seguita dal governo su Mps è in linea con le regole Ue della Brdd (Bank recovery and resolution directive): fallito il tentativo di colmare tramite il mercato l’ammanco di capitale emerso dagli stress test, “lo Stato può iniettare il capitale restante”.

Il punto chiave però, nonché il processo che comincia ora, è che “tale sostegno deve essere approvato in base alle regole sugli aiuti di Stato prima che venga assegnato, e sulla base di un piano solido di ristrutturazione”, ha sottolineato un portavoce.

Montepaschi rientra quindi appieno nelle condizioni previste per la ricapitalizzazione preventiva. Serve però prima la valutazione, da parte del meccanismo di sorveglianza della Bce (Ssm), della quantità di capitale mancante necessaria. E, quindi, della quantificazione esatta dell’intervento dello Stato.

Questo, calcolando i 6 miliardi che dovevano essere raccolti sul mercato, i circa 3 effettivamente raccolti, potrebbe essere sui 3 miliardi restanti. Per quanto a lungo lo Stato possa restare principale azionista della banca e in quale misura, non è definito dalle regole, che prevedono però che sia una soluzione temporanea. Ma, soprattutto, dipenderà dai termini del piano di ristrutturazione che dovrà rendere Mps di nuovo autonoma: in base alle esperienze precedenti positive del caso Spagna, i tempi per arrivare a un Piano e all’ok di Bruxelles potrebbero essere di due-tre mesi.

Ma il burden-sharing ci sarà, con perdite anche significative per azionisti, investitori subordinati istituzionali, mentre sono il linea con le regole Ue le misure, su responsabilità del venditore, per lo scambio dei bond con strumenti alternativi sicuri garantiti dallo stato a protezione degli investitori retail in situazione di mis-selling.

Dovrebbe arrivare la prossima settimana invece, l’ok al prolungamento dello ‘scudo per la liquidità’ delle banche che scade il 31 dicembre, mentre potrebbe arrivare rapidamente anche l’ok al suo suo uso chiesto dall’Italia.

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