Multe e autovelox: 1,67 miliardi (+18%). Ma la metà non pagate. E giù (-12%) le spese per riparare strade

di Riccardo Galli
Pubblicato il 9 aprile 2018 12:11 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2018 12:13
Multe e autovelox: 1,67 miliardi (+18%). Ma la metà non pagate. E giù (-12%) le spese per riparare strade

Multe e autovelox: 1,67 miliardi (+18%). Ma la metà non pagate. E giù (-12%) le spese per riparare strade

ROMA – Oltre un miliardo e mezzo di euro. Tanto arriva nelle casse dei comuni italiani dalle multe e in particolare dagli autovelox.

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Soldi che dovrebbero essere spesi per la manutenzione delle strade ma che, come è evidente dallo stato delle stesse in molte zone del Paese, vengono destinati ad altro. Ed è, la voce delle entrate da multe, quella più in salute nei bilanci delle amministrazioni locali visto che immancabilmente, ogni anno, vede crescere il suo peso: nell’ultimo anno è cresciuta del 18%.

Anche qui però l’evasione, o l’incapacità dello Stato di riscuotere, fanno sì che ci sia chi paghi per ogni km/h sforato e chi, invece, non paga mai. Sul fronte riscossione, che almeno dal punto di vista dell’interesse generale è forse quello più dolente, va detto che nell’ultimo periodo le cose sembrano migliorare.

Come racconta infatti Gianni Trovati sul Sole24Ore “a spingere gli incassi effettivi, accanto all’aumento dei verbali, è intervenuta infatti anche una certa accelerazione delle riscossioni effettive. La conferma si avrà dopo il 30 aprile, quando saranno approvati i rendiconti dell’anno scorso, ma qualche progresso non è una sfida impossibile visto che fino al 2016 le città hanno mostrato una scarsissima capacità di incassare davvero i verbali: Napoli è riuscita a raccogliere davvero meno di 20 euro ogni 100 di sanzioni scritte nello stesso anno, Roma si è fermata al 25,2% e solo Milano è riuscita ad arrancare fino al 40,6 per cento”.

Progresso non impossibile in virtù di uno status quo deprimente dove una città come Napoli perde l’80% delle multe e dove la virtuosa Milano, capitale dell’efficienza, ne perde il quasi il 60%. E miglioramenti sul fronte riscossione dovuti anche alle rottamazioni delle multe portare avanti da diverse amministrazioni comunali, Napoli in testa. Ma la mancanza di solerzia nella riscossione viene compensata da un’eccezionale laboriosità nella contestazione delle multe.

L’anno scorso infatti i Comuni hanno raggiunto la cifra record di 1,67 miliardi di entrate per questa voce segnando un aumento rispetto a 12 mesi prima del 18%. E così era stato anche nel 2016 quando la stessa voce aveva registrato un +4% dopo la crescita del 9% dell’anno prima. Soldi, non pochi, che dovrebbero essere spesi per la manutenzione delle strade: dall’illuminazione ai marciapiedi passando per le ormai mitiche buche di Roma e altre città. Eppure se le entrate aumentano, come certificano i dati del ministero dell’Economia, le spese per i lavori di manutenzione sembrano non andare di pari passo.

Guardando i singoli casi e partendo dalla Capitale e dalle sue buche, il Campidoglio ha visto nell’ultimo anno crescere le sue entrate ben del 23%, raggiungendo la 15esima posizione nella classifica delle città che più pagano pro-capite con i suoi 65,6 euro a romano. Contemporaneamente nella Città Eterna le strade sembrano essere diventate decisamente meno eterne e le cronache raccontano di buche, voragini, frane e smottamenti. In testa alla classifica di chi più paga ci sono Firenze e Bologna, poco sotto i 130 euro ad abitante. Dietro Milano, che si ferma al terzo posto nella classifica nazionale con entrate stabili rispetto all’anno scorso mentre Napoli, che in graduatoria occupa la casella numero 38 (40,9 euro pro capite), registra un aumento di gettito del 55,9 per cento. Cifre che in realtà non indicano quanto paga ogni automobilista delle città in esame ma quanto i comuni incassano. Questo perché città come Roma multano anche pendolari e turisti, dividendo l’incasso per il numero dei residenti.

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