Mutui: dal 2010 rate sospese per chi ha perso il lavoro

Pubblicato il 16 Dicembre 2009 11:48 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2009 11:48

Tutto pronto per la sospensione delle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà: la bozza di accordo siglata tra l’Abi e le associazioni dei consumatori riguarderà i mutui non superiori a 150mila euro per l’acquisto dell’abitazione principale. Ne beneficeranno le famiglie che si sono trovate in difficoltà nel corso del 2009.

Il reddito del titolare del mutuo non deve superare i 40mila euro annui. L’intesa verrà sottoposta a Roma al Comitato esecutivo dell’Abi per l’approvazione definitiva e, salvo sorprese, scatterà a partire dalle rate in pagamento a febbraio 2010. Secondo quanto riferisce l’ANSA venerdì 18 dicembre è prevista la firma di un documento comune.

Il confronto tra l’Abi e le associazioni dei consumatori ha portato ad alcune modifiche della proposta formulata a novembre dall’associazione bancaria. Il tetto, infatti, era inizialmente previsto a 120mila euro. Questo ampliamento è stato comunque bilanciato dall’introduzione diel limite di reddito che nelle prime formulazioni della misura non era previsto. Ampliato anche dal secondo semestre all’intero 2009 il periodo in cui devono essersi verificate le condizioni per beneficiare della moratoria.

La sospensione delle rate per 12 mesi sarà applicata, a meno di modifiche dell’ultimo minuto, a chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte, non autosufficienza, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni. Queste circostanze devono essersi verificate tra il 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009. L’Abi ha dato la disponibilità anche ad estendere a 180 giorni (dai 90 inizialmente previsti) il limite massimo di ritardo nel pagamento oltre il quale la moratoria non si applica: più disponibilità, insomma, nei confronti di chi è stato moroso fino a un massimo di 6 mesi, sempre a causa dell’aggravarsi delle condizioni economiche familiari.

I dettagli della misura, in ogni caso, potranno essere «migliorati – si legge nel documento – a beneficio del mutuatario da ciascuna banca all’atto dell’adesione». La moratoria, viene chiarito nel documento, «non comporta l’applicazione di interessi di mora per il periodo di sospensione, durante il quale restano valide le clausole di risoluzione previste dal contratto di mutuo».