Negozi, settembre nero: ne apre uno ma ne chiudono due

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 settembre 2014 8:35 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2014 8:36
Negozi, settembre nero: ne apre uno ma ne chiudono due

Negozi, settembre nero: ne apre uno ma ne chiudono due

ROMA – Questo settembre sono 5.463 i negozi che non rialzeranno le serrande: per ogni apertura ci sono due chiusure, dicono i dati di Confesercenti. Non si tratta solo di piccoli commercianti: a chiudere per sempre sono anche bar e ristoranti, oltre a negozi di abbigliamento e librerie. E non è una novità di quest’anno: i dati negativi replicano quelli, già pessimi, del 2013.

Spesso chiudono senza nemmeno avvertire le proprie associazioni di categoria, quasi per vergogna, come spiega Confesercenti:

“Per molti la chiusura del negozio in cui hanno lavorato tutta la vita, magari insieme alla famiglia, è una sconfitta personale. Per questo qualcuno approfitta delle ferie per chiudere”.

Oggi un’impresa su quattro dura meno di tre anni: a giugno 2014 oltre il 40% delle attività aperte nel 2010 (circa 27mila imprese) ha chiuso, bruciando investimenti per circa 2,7 miliardi.

Del resto nemmeno i saldi hanno dato una scossa ai consumi. Quest’anno le famiglie italiane hanno speso in media 65 euro, contro i 100 euro previsti. Il terziario ha perso oltre 2 miliardi di euro di fatturato.

Frenano anche gli acquisti online: solo il commercio ambulante, quello di mercati e bancarelle, va un po’ meglio. Vanno malissimo, invece, i negozi di sigarette elettroniche (quattro chiusure per ogni nuova apertura) e le edicole (quattro chiusure ogni due aperture). Le regioni più colpire sono Sicilia e Lazio, in particolare Roma.

La colpa? Secondo Confesercenti non è solo la diminuzione dei consumi dovuta alla crisi generale, in particolare del lavoro, ma anche all’aumento della pressione fiscale e le liberalizzazioni introdotte dal governo Monti.