New York Times: le banche americane scommettono sul fallimento della Grecia

Pubblicato il 25 Febbraio 2010 17:00 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2010 20:18

Le banche che hanno aiutato la Grecia a mascherare il proprio debito starebbero ora spingendo il Paese sull’orlo della rovina finanziaria, effettuando scommesse simili a quelle che hanno fatto quasi tracollare Aig, la grande società di assicurazione statunitense, ricorrendo ai contratti “swap”. Lo riporta il New York Times, sottolineando che la corsa ad assicurarsi contro il rischio di default della Grecia “sta rendendo sempre più difficile per Atene raccogliere i fondi necessari per onorare i propri obblighi”.

Mentre si scopre questa nuova ondata di scommesse sulla situazione economica greca, i timori del mercato finanziario si spostano sulla Spagna e sull’Italia. A far crescere questi sospetti ci sono, tra le altre, le parole del vicepremier greco Theodoros Pangalos, secondo il quale l’Italia ha semplicemente mascherato meglio la propria situazione finanziaria.

Poi si è schierato su questa posizione anche il premio Nobel per l’economia Robert Mundell. «Sarebbe molto difficile riuscire a salvare l’Italia – ha detto Mundell – Qualsiasi cosa si stia facendo per la Grecia e magari per il Portogallo e anche per l’Irlanda, deve anche essere fatto per salvare l’Italia. L’Italia deve essere preoccupata». Secondo Mundell, l’alto livello del debito dell’Italia, che secondo l’Unione europea toccherà il 117% del Pil quest’anno, potrebbe creare problemi per l’intera Eurozona qualora un aumento degli oneri finanziari rendesse difficile far fronte agli impegni.

Tornando a quanto ha scritto il New York Times a proposito dei contratti di swap sul “default” della Grecia, Philip Gisdakis, analista di Unicredit afferma: «È come acquistare un’assicurazione anti-incendio per la casa del vicino: si crea un incentivo per bruciarla». Mentre le condizioni finanziarie della Grecia peggiorano, minando l’euro, il ruolo giocato da Goldman Sachs e da altre grandi banche nel mascherare le vere difficoltà del Paese ha sollevato critiche da parte dei leader europei.Ma anche prima che il problema greco divenisse evidente, una società poco conosciuta e sostenuta da Goldman, JPMorgan e un’altra dozzina di banche ha creato un indice che consente agli attori del mercato di scommettere sul fatto che la Grecia o altri paesi europei possano o meno fallire.

Lo scorso settembre, la società Markit di Londra, ha introdotto l’indice iTraxx SovX Europa, che si basava sugli swap e lasciava che gli investitori scommettessero sulla Grecia, poco prima della crisi. Questi derivati hanno assunto un ruolo fuori misura nella crisi del debito in Europa. Un risultato, dicono alcuni operatori, che è un circolo vizioso. Le banche e gli altri che “scommettono” su queste operazioni di swap e il costo della copertura assicurativa continua a far crescere il debito greco. Allarmato da questi segnali, gli investitori obbligazionari evitano i titoli emessi da Atene, rendendo più difficile per il Paese ricevere nuovi prestiti.

Ma mentre alcuni leader europei hanno accusato gli speculatori finanziari, per il peggioramento della crisi, il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, la scorsa settimana ha individuato come causa i contratti “swap”. La Lagarde ha detto che pochi giocatori hanno dominato il mercato e che è necessaria una regolamentazione più severa.

Intanto, l’agenzia Standard & Poor’s esclude l’ipotesi di un default sul debito sovrano di uno dei Paesi di Eurolandia, Grecia inclusa. S&P spiega di non attendersi che «alcun Paese sovrano lasci l’area euro nel medio termine»: una soluzione che provocherebbe un immediato deprezzamento della nuova valuta locale e il conseguente aumento degli interessi da pagare sul debito estero, «aggiungendo così ulteriori pressioni di bilancio». Poi c’è il rischio di una “fuga di capitali” che si verificherebbe in caso di abbandono dell’euro, «che porterebbe ad una potenziale crisi bancaria suggerendo così che è improbabile che un Paese dell’area euro».