Nomine. Risolta la questione femminile. I maschi capo azienda, le donne presidente. O presidenta?

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Aprile 2020 8:38 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2020 14:07
ad poste matteo del fante

Nomine. Risolta la questione femminile. I maschi capo azienda, le donne presidente. Nella foto Ansa, l’ad di Poste Matteo Del Fante

ROMA – C’è intesa sulle nomine per le partecipate. Spuntano diverse riconferme ed alcuni nomi nuovi. Anche in questo caso, lo schema che prevale è da quote rosa. Sono diverse infatti le donne inserite nel ruolo di presidente (o “presidenta”), con gli uomini che restano saldamente a fare gli amministratori delegati.

A quanto apprende l’Ansa da fonti di maggioranza, tra conferme e novità, c’è intesa in maggioranza e si va verso questi nomi: all’Eni Claudio Descalzi ad e Luisa Calvosa presidente; all’Enel Francesco Starace ad, Michele Crisostomo presidente; a Poste Matteo Del Fante ad, Maria Bianca Farina presidente (o presidenta come si dice); a Leonardo Alessandro Profumo ad e Luciano Carta presidente; a Terna Stefano Donnarumma ad e Valentina Bosetti presidente; a Enav Paolo Simioni ad, Francesca Isgrò presidente; a Mps Guido Bastianini ad, Patrizia Grieco presidente.

La maggioranza di governo ha quindi raggiunto l’accordo per il rinnovo delle nomine delle partecipate pubbliche. Molte le novità per le presidenze delle diverse società mentre sono davvero limitati gli avvicendamenti per le cariche operative degli amministratori delegati.

Tra questi l’arrivo di Guido Bastianini ai vertici di Mps, di Stefano Donnarumma alla guida di Terna e di Paolo Simioni all’Enav. Confermati invece gli amministratori delegati di Enel, Eni, Leonardo e Poste. La riunione di maggioranza, che è durata molte ore, ha raggiunto l’intesa ma non sono mancati i bracci di ferro tra Pd e Cinque Stelle, con la variabile di Italia Viva che ha voluto esercitare il suo peso e alla fine ha espresso soddisfazione.

Il confronto è andato avanti a lungo e uno degli ultimi scogli è stato quello della presidenza di Poste, per la quale era spuntata e ma è poi subito tramontata la candidatura di Giusella Dolores Finocchiaro, una docente di diritto dell’università di Bologna considerata vicina al premier Conte. Alla fine si è invece deciso di riconfermare la presidente uscente Maria Bianca Farina.

Il tema delle nomine non ha pero scaldato solo la maggioranza. Sul confronto in atto è arrivata anche la protesta dell’opposizione, con una nota congiunta in cui i leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia parlano di “grave forzatura” dopo la loro richiesta di rinnovo automatico degli amministratori data l’emergenza del coronavirus.

A ridosso della scadenza di lunedì per le liste arriva la conferma di Claudio Descalzi all’Eni e di Alessandro Profumo in Leonardo. Le prime intese sulle presidenze hanno riguardato proprio Leonardo, dove è in arrivo Luciano Carta, ora a capo dell’Aise, e l’Eni per la quale è stata indicata Luisa Calvosa. Nella serata poi il puzzle ha visto andare a posto altre tre tessere: Valentina Bosetti alla presidenza di Terna, Francesca Isgrò alla presidenza di Enav, Patrizia Grieco alla presidenza di Mps.

La novità riguarda soprattutto le cariche operative. Bastianini, che dovrebbe essere indicato dal Mef alla prossima assemblea di Mps è stato vicedirettore generale di Capitalia e presidente di Banca Profilo prima di approdare alla guida di Carige. Partita complessa anche quella che si è giocata sulle partecipate industriali a partire da Eni.

Con il Pd che puntava a difendere i vertici uscenti, nominati dai precedenti governi a guida centrosinistra (Renzi e Gentiloni) e il M5s che rivendicava alcune posizioni, alcune operative. In Eni i Cinque Stelle spingevano da tempo per un avvicendamento a Descalzi, sotto processo a Milano per la presunta tangente in Nigeria e sotto indagine per conflitto d’interesse per appalti per 300 milioni di dollari affidati dall’Eni in Congo a società riconducibili alla moglie del manager.

La riconferma si accompagna alla nomina di un presidente Eni scelto dai 5 Stelle, Lucia Calvosa, docente universitaria di diritto commerciale già nei cda Telecom e della società editrice del Fatto Quotidiano.

Tramontata l’ipotesi di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e da sette anni presidente di Leonardo. Proprio nella società ex Finmeccanica si è svolto un altro braccio di ferro, fra il Pd che puntava sulla conferma di Alessandro Profumo e il partito di Di Maio orientato verso un profilo industriale come quello di Giuseppe Giordo.

Meno problematico il rinnovo dei vertici di Enel, dove non è mai stata in discussione la nomine di Francesco Starace come amministratore delegato, e di Poste Italiane, dove resta Matteo Del Fante. Cambio ai vertici, invece, per Terna, dove in attesa che venga convocato il cda di Cassa Depositi e prestiti, avrebbe avuto la meglio Stefano Donnarumma, manager scelto dalla giunta di Virgina Raggi nel 2017 per guidare Acea.

Sempre dall’esperienza nella Capitale, questa volta all’Atac, viene un altro candidato dei Cinque Stelle, Paolo Simioni, scelto per la guida dell’Enav, che l’avrebbe spuntata contro l’ipotesi di riconferma dell’attuale a.d. Roberta Neri, nominata nel 2015 dal governo Renzi (fonte: Ansa).