None (Torino). La produzione di Indesit cesserà il 1 novembre

Pubblicato il 27 Giugno 2012 21:40 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2012 22:48

TORINO – L'Indesit cessera' la produzione a None (Torino) il primo novembre. E' quanto e' emerso nell'incontro del 27 giugno al ministero dello Sviluppo Economico che si e' concluso con la firma di un verbale. Prima della chiusura dello stabilimento si cerchera' di raggiungere un accordo sul Piano sociale a tutela dei lavoratori.

Nel sito Indesit di None (Torino), la produzione di lavastoviglie cessera' il primo novembre prossimo. Da qui a quella data, la trattativa fra azienda e sindacati proseguira' nel tentativo di raggiungere un accordo sul piano per la tutela dei 360 addetti attualmente in forza al sito (e oggi impiegati al 50%).

E' quanto si evince da verbale di incontro firmato questa sera, dopo l'incontro fra direzione aziendale, organizzazioni sindacali e rappresentanti istituzionali svoltosi al ministero dello Sviluppo economico. Comunque gia' ad aggi l'azienda prevede l'assorbimento di 90 dipendenti.

In base al piano proposto da Indesit, il nuovo polo per la logistica occuperebbe 34 persone, e movimenterebbe 600.000 prodotti l'anno, servendo l'Italia e i principali Paesi dell'Europa occidentale. Per l'adeguamento della struttura (15.000 mq) e la formazione del personale sono previsti investimenti per 700.000 euro.

Il centro di innovazione, ricerca e sviluppo delle lavastoviglie sara' potenziato, e anche grazie alle nuove responsabilità del marketing di prodotto recentemente concentrate a None occuperebbe complessivamente altre 53 persone.

Le attività di ricerca si concentreranno sulla termodinamica, la chimica del lavaggio, l'ergonomia e usabilità e sull'elettronica e controlli. A None Indesit prevede di mantenere l'outlet, con l'impiego di tre addetti. In totale dunque sarebbero 90 gli addetti che resterebbero in forza alla Indesit di None.

Per proteggere gli altri lavoratori coinvolti dalla riorganizzazione e la vocazione industriale dell'area, Indesit ha proposto un piano di politiche attive del lavoro finalizzato alla reindustrializzazione del sito e al ricollocamento incentivato degli esuberi presso altre aziende. Ha gia' individuato un advisor e una società di outplacement a cui ha conferito un mandato esplorativo.

Il piano proposto ai sindacati prevede condizioni agevolate per la reindustrializzazione, incentivi all'assunzione dei lavoratori per i futuri datori di lavoro e incentivi all'esodo per i lavoratori che preferiranno ricollocarsi autonomamente.