Ntv, Italo. Antonello Perricone: “Liberalizzazione un Vietnam ma non chiudiamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2014 11:52 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2014 11:53
Ntv, Italo. Antonello Perricone: "Liberalizzazione un Vietnam ma non chiudiamo"

Ntv, Italo. Antonello Perricone: “Liberalizzazione un Vietnam ma non chiudiamo”

ROMA – Ntv, Italo. Antonello Perricone: “Liberalizzazione un Vietnam ma non chiudiamo”. “Abbiamo fatto da apripista in Europa, ma il nostro tirocinio, nella liberalizzazione italiana, è stato un percorso di guerra, disseminato di trappole e ostacoli. Quasi un Vietnam“. Usa parole dure Antonello Perricone, presidente di Ntv, la società ferroviaria che opera nell’Alta Velocità con il treno Italo. L’occasione è il convegno organizzato dall’Authority dei Trasporti, a Torino, a un anno esatto dall’insediamento. Lo ascoltano il presidente delle Ferrovie, Marcello Messori e il capo di gabinetto del ministero dei Trasporti Giacomo Aiello.

“Voglio rassicurare tutti: Ntv non chiude, per rispetto dei sei milioni e mezzo di viaggiatori che ci scelgono. Continueremo a operare, anche con maggiore determinazione”, garantisce Perricone. E sull’ipotesi di ricapitalizzazione della società spiega: “l’advisor Banca Lazard si sta confrontando con i singoli azionisti e con le banche. Il lavoro non è ancora terminato, aspettiamo qualche settimana”.   Il tema della regolazione del mercato è quello caldo.

Le prime misure dell’Authority arriveranno a ottobre. “Le fughe in avanti il regolatore non le fa, non dobbiamo essere costretti a rincorrere annunci sui giornali”, avverte il presidente Andrea Camanzi alludendo alla pubblicazione della lettera aperta di Ntv per denunciare la mancanza di regole sulla concorrenza. “Nulla da dire sul rapporto con le Ferrovie“, chiarisce Perricone , ma “non ci si può affidare al buon senso e all’equilibrio degli uomini”.

“Pretendiamo delle regole inequivocabili – spiega – non vogliamo e non accettiamo regali. Molti ci chiedono quanto ci serve, non vogliamo soldi. Chiediamo rispetto dei diritti e una regia del mercato orientata allo sviluppo e non all’esclusione. Abbiamo creduto nel sogno della concorrenza e ci siamo risvegliati nell’incubo di un mercato dominato da un monopolista. Se c’è qualcuno che non vuole la concorrenza lo dica”.

Il presidente di Ntv osserva che “in linea di principio la separazione societari della rete Rfi da Fs è necessaria per un libero mercato e per la concorrenza”. Allo studio delle Ferrovie però, spiega Messori, c’è un’ipotesi alternativa, la separazione a livello societario dell’erogazione del servizio universale da di quello di mercato.