Nuova Alitalia secondo l’Espresso/ “Disagi, orari massacranti, aerei tenuti con il nastro adesivo. E nessuna fusione con Cai”

Pubblicato il 11 Luglio 2009 10:27 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2009 10:28

“L’italianità del marchio” è costata 3 miliardi e 300 milioni di euro. Eppure, la Nuova Alitalia, di decollare non ne vuol proprio sapere. Costi alti, servizi pessimi e pochi passeggeri sono il biglietto da visita di una compagnia che si dibatte ancora in una crisi profonda.

Non solo: ai tempi del sofferto accordo, volati via i francesi,  si era a lungo insistito sulla necessità della fusione con Air One. Accollarsi anche i debiti della compagnia di Carlo Toto sembrava essere l’unica, amarissima, medicina possibile per la sopravvivenza di Alitalia.

Ora però l’Espresso demolisce quel roseo panorama e il suo reporter di punta, Fabrizio Gatti, ne disegna uno di tutt’altra tinta.

Scrive Gatti che basta qualche mese, quelli strettamente necessari ad abbassare il livello di attenzione dei media e la fusione salta. Air One, dopo essersi liberata dei rami secchi,  continua a volare per conto suo.

Gli aerei che dovevano essere venduti per recuperare qualche spicciolo, secondo Gatti sono ad arrugginirsi sotto il sole di Fiumicino, senza manutenzione.  E si deprezzano ogni giorno che passa. Ma, e questo è ancora più preoccupante, anche la flotta in volo non se la passa meglio.

C’è un aereo in cui si è rotto lo sportello in alluminio del pannello carburante e l’equipaggio, dopo ogni rifornimento, deve cambiare  il nastro adesivo che lo fissa alla fusoliera.

Anche le punte di diamante della nuova compagnia, i Boeing 777 per le tratte internazionali, mostrano qualche crepa. Secondo Gatti, nella migliore delle ipotesi sono solo toilette guaste (cosa non da poco per voli di 15-20 ore) e macchinette del caffè fuori servizio (almeno i passeggeri che hanno i monitor rotti non si innervosiscono troppo). Nella peggiore, si vola con il certificato di aeronavigabilità scaduto.

Almeno Alitalia  ha i piloti da record. Delle ore lavorate. C’è chi ne fa 16, in qualche caso, sfondato il muro delle 18 quotidiane con 4 atterraggi. E chi protesta? Licenziato subito.

All’articolo di Gatti, pubblicato anche sul sito internet del settimanale, Alitalia replica. Ne nasce un intenso scambio tra il giornalista e la compagnia ex di bandiera.