Crisi, il New York Times boccia l’Italia: “Troppe barriere alla crescita”

Pubblicato il 28 Luglio 2011 23:53 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2011 23:57

NEW YORK, 28 LUG – Una ”lunga lista di barriere alla crescita per l’Italia”, dall’economia sommersa alla burocrazia, dalle tasse alla mafia. Lo riporta il New York Times, sottolineando che ”l’economia italiana ha sperimentato una striminzita crescita fin dalla fine degli anni 1990, quando il settore manifatturiero è stato superato dai competitor asiatici. La crisi finanziaria globale del 2007 ha fatto contrarre l’economia italiana di oltre il 6%. La crescita è ripartita ma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) prevede un altro decennio di stagnazione con il pil che crescerà solo dell’1,4% nei prossimi anni. A frenare la crescita è anche il debito pubblico, che è al 119% del pil ed è secondo solo a quello della Grecia nell’euro zona.

L’Italia ha avuto un surplus di bilancio per diversi anni e di recente ha passato una manovra da 48 miliardi di dollari ma spende il 16% del budget in interessi sui pagamenti. Il debito italiano controllato da stranieri è 800 miliardi di euro, più dell’Irlanda, del Portogallo e della Grecia insieme. Se l’Italia inciampasse” nella crisi del debito, ”l’impatto sarebbe più distruttivo di qualsiasi altra cosa che l’euro zona ha sperimentato nella crisi”.

Le barriere alla crescita sono ”l’incorregibile economia sommersa, che rappresenta il 20% dell’economia e che esiste per disfunzioni di mercato. L’evasione delle tasse priva il Tesoro di 100 miliardi di euro in entrate ogni anno. Pochi ritengono che il governo possa eliminare facilmente alcuni dei suoi maggiori problemi, chiamati mafia ed economia sommersa. Ma i leader italiani hanno i mezzi per rafforzare la crescita nell’economia legale”.