Occupazione: crescono le assunzioni nel 2010 ma il saldo è ancora negativo

Pubblicato il 29 luglio 2010 19:42 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2010 19:42

Sono 20 mila le assunzioni in più previste a fine 2010 grazie all’aumento delle entrate (802 mila) e al rallentamento delle uscite di personale (980500 contro le oltre 994 mila del 2009). Il saldo, però – secondo quanto emerge da un rapporto Unioncamere e ministero del Lavoro – resta ancora negativo per 178 mila unità,  pari a -1,5 per cento dell’occupazione prevista per quest’anno.

A fronte di un rallentamento dell’emorragia di posti di lavoro, le imprese – dice ancora il rapporto – mostrano cautela nel procedere a nuove assunzioni, preferendo per l’inserimento di nuove risorse in azienda i rapporti di lavoro flessibili. Ecco, quindi, la consistente ripresa prevista per l’anno in corso, dopo il sensibile calo registrato invece nel 2008-2009, dei contratti a tempo determinato (che mostrano un incremento del 10 per cento) e che dovrebbero concentrare il 42,3 per cento delle assunzioni non stagionali del 2010. Le difficoltà maggiori riguardano però l’artigianato, con 85 mila lavoratori in meno nelle microimprese, di cui oltre 40 mila in quelle artigiane.

Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello a proposito di questi dati ha commentato: ”Il sistema produttivo italiano è vivo e vitale e sta mostrando di avere tutte le qualità per trainare il Paese verso una ripresa economica consistente. Le previsioni di Excelsior individuano nelle medie imprese esportatrici ed innovative la punta di diamante della nostra economia. È chiaro che le aziende minori e quelle artigiane faticano a cogliere i segnali di ripresa economica in una situazione in cui i consumi delle famiglie restano piuttosto bassi. Infine, il grande problema del Mezzogiorno, dove la staticità del mercato e un forte ritardo strutturale risaltano con estrema evidenza”.

Excelsior segnala inoltre una “apertura” consistente delle imprese al mondo dei giovani, soprattutto diplomati. La disponibilità ad assumere giovani in uscita dal sistema formativo riguarda infatti il 54,7 per cento delle assunzioni totali programmate nel 2010, per i neo-diplomati sale al 57,1 per cento, più che per i neo-laureati (51,8 per cento).

Torna poi a crescere la domanda di immigrati: il rapporto stima un aumento di oltre 2 punti percentuali delle assunzioni di immigrati, che potrebbero arrivare a costituire il 22,6 per cento del totale delle nuove entrate (comprese le assunzioni stagionali) contro il 20,3 per cento previsto lo scorso anno, soprattutto nell’industria e nel mondo delle costruzioni.

Dal miglioramento generalizzato dei saldi tra assunzioni ed uscite sono però escluse – segnala ancora il rapporto – le micro-imprese con meno di 10 dipendenti, più legate ad un mercato interno che resta debole. Queste imprese nel 2010 dovrebbero ridurre del 2,5 per cento (contro il -2,2 per cento previsto nel 2009) la propria base occupazionale, “tagliando” di circa 85mila unità i propri dipendenti. Le imprese oltre 50 dipendenti mostrano un’attenuazione del saldo negativo di circa un punto percentuale (dal -1,9 per cento  al -1,0 per cento fino a 250 unità; dal -2,2 al -1,2 per cento le più grandi fino a 500 dipendenti).

Questo grazie alla flessibilità e capacità di cogliere (soprattutto sul fronte dell’export) con maggiore rapidità le opportunità legate all’avvio della ripresa internazionale delle imprese medio-piccole. Le maggiori difficoltà congiunturali vissute dalle piccole imprese si riflettono ampiamente sul sistema delle aziende artigiane, che dovrebbero registrare quest’anno un’ulteriore contrazione di personale pari al -3,2 per cento, con una perdita complessiva, quindi, di quasi 49mila dipendenti.

E anche qui emerge il disallineamento tra domanda-offerta di lavoro: la difficoltà di reperimento segnalata da queste imprese è pari mediamente al 36 per cento delle circa 98mila assunzioni non stagionali complessivamente previste, ma raggiunge quote superiori al 70 per cento per alcuni profili ritenuti davvero introvabili, quali i montatori di infissi, parrucchieri e aiuto-parrucchieri, pavimentatori, meccanici e idraulici.