Occupazione Usa oltre le attese: creati 224mila posti di lavoro. Attesa per la mossa della Fed sui tassi di interesse

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2019 5:00 | Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2019 22:31
Occupazione Usa oltre le attese: creati 224mila posti di lavoro. Attesa per la mossa della Fed sui tassi di interesse

Occupazione Usa oltre le attese: creati 224mila posti di lavoro. Attesa per la mossa della Fed sui tassi di interesse (Foto Ansa)

WASHINGTON  –  Aumenta l’occupazione negli Stati Uniti: in giugno sono stati creati 224mila nuovi posti di lavoro, contro i 160mila previsti dagli analisti. Anche il tasso di disoccupazione è salito a 3,7% (+1%). Quest’ultimo incremento, secondo il ministro del Lavoro americano, sarebbe l’effetto di una maggiore partecipazione al mercato del lavoro,

A trainare la creazione di nuovi posti di lavoro sono stati il settore sei servizi alle imprese e la sanità, seguiti dal settore pubblico e dei trasporti. In calo il settore dell’auto.

Con la crescita oltre le attese dei posti di lavoro aumentano anche i dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve. A fine mese il direttivo dell’istituto centrale a stelle e strisce si riunirà per decidere se e di quanto tagliare i tassi d’interesse, come più volte sollecitato dal presidente Donald Trump. E se finora il mercato prezzava al 25% un taglio di mezzo punto, i futures sui Fed Funds danno ora le possibilità in calo al 9%. Una sforbiciata del 25% viene invece ancora data per sicura. 

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Per il presidente della banca centrale Jerome Powell, stretto tra le pressioni della Casa Bianca e dati economici ancora troppo solidi per giustificare un allentamento monetario particolarmente aggressivo, la scelta non sarà facile. A testimoniarlo sono le possibilità implicite nei futures di un taglio dello 0,75% di qui a fine anno, scese dal 57% ad appena il 44%.

Gli analisti danno quasi per scontato che il 31 luglio prossimo il ritocco ai tassi non supererà il quarto di punto. E i mercati sembrano dare loro ragione, con Wall Street in calo, il dollaro al top da due settimane contro le principali divise rivali e il rendimento dei Treasuries decennali tornato sopra il 2% per la prima volta da fine giugno.

A questo punto, per sciogliere il dilemma, diventa decisivo il dato sull’inflazione a giugno che sarà diffuso giovedì prossimo. Sarà quello il numero cruciale per capire (forse) quanta intensità la Fed metterà nella sua azione. (Fonti: Ansa, Agi, Wall Street Journal)