In Italia il lavoro c’è, 630mila posti: cercasi cuochi, badanti, addetti pulizie

Pubblicato il 3 Giugno 2012 12:29 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2012 13:17

cuocoROMA – Se vuoi fare il cuoco, il badante, l’addetto per le pulizie o il cameriere in Italia il posto di lavoro c’è: 630mila quelli vacanti secondo i numeri snocciolati dalla Fondazione Hume per “la Stampa”, sui dati del Sistema Informativo Excelsior dell’Unioncamere e da quelli del ministero del Lavoro.

Le cifre parlano del 26,4% di posti che aspettano qualcuno con 167.280 unità, solo nei settori alloggio e ristorazione. Poi c’è la galassia dei commessi e tutto il commercio al dettaglio con 62.310 assunzioni e il 9,8% nel commercio al dettaglio e ancora 57.290 e il 9,0% di posti nelle costruzioni.

Per fare lavori più manuali e meno intellettuali il lavoro c’è, dicono i dati.

Per cuochi, camerieri e altri la caccia è sempre aperta, perché il settore turistico ha sempre sete di lavoro: 83.870 assunzioni. Il rovescio della medaglia è che in più della metà delle offerte, il 65% per l’esattezza, si cercano persone con esperienza e soltanto il 5,8% dei casi promette un posto a tempo  indeterminato.

Dopo i cuochi con 38.860 unità, si cerca “personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alla persona”. In terza posizione ci sono i tecnici amministrativi finanziari e bancari (unica attività in cui si richiedono per il 45% dei casi giovani sotto i ventinove anni, precisa La Stampa): 19.780 posti.

Le città che sfornano più lavori sono in ordine: Roma (7,2% del totale),Milano (6,6%), Napoli (3,9%), Torino (3,3%) e Verona (2,6%). La Lombardia, con 99.500 assunzioni è la prima nella lista delle Regioni.

Le cronache degli ultimi mesi però ci raccontano un’altra faccia dell’Italia. quella in cui la disoccupazione continua a macinare nuovi record, riportando il Paese indietro di oltre un decennio.

Nel primo trimestre 2012 (dati Istat) il tasso sfonda la soglia della doppia cifra e tocca il 10,9%: un valore così alto non si vedeva dal 1999, ovvero da 13 anni. L’esercito di chi è in cerca di un lavoro si allarga e arriva a contare 2,8 milioni di persone, il livello massimo dal 1993, da quando è iniziata la serie storica.

A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i giovani, con i disoccupati under 25, pari a 631 mila, che salgono al 35,9%, raggiungendo un altro record storico. In particolare impressiona il picco del 51,8% registrato per le donne del Mezzogiorno tra 15 e 24 anni.