Ogm, la denuncia del Pd: “In Friuli iniziato inquinamento agroalimentare”

Pubblicato il 20 luglio 2010 17:08 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2010 18:44

Il Pd alla battaglia contro le coltivazioni Ogm. La denuncia arriva dal senatore del Pd Francesco Ferrante, membro del Gruppo interparlamentare ‘Liberi da Ogm’: in Friuli c’è una coltivazione illegale di Ogm che sta contaminando i campi vicini. La questione era già stata affrontata nei giorni scorsi dalla Coldiretti: il 15 luglio un migliaio di coltivatori si erano recati a Fanna in provincia di Pordenone in Friuli “dove sono state seminate illegalmente piante di mais geneticamente modificate”, come si legge in una nota.

“In Friuli – denuncia il senatore del Pd, Francesco Ferrante – è iniziato l’inquinamento del settore agroalimentare italiano,agevolato dall’immobilismo del governo e delle forze dell’ordine che dovrebbero intervenire entro poche ore per sequestrare il campo seminato con Ogm e distruggere le piante che mettono a rischio la salute pubblica e contaminano le altre coltivazioni. Mi auguro che questa situazione di illegalità venga sanata al più presto, in nome non di un atteggiamento reazionario come vorrebbero far credere i pochi agricoltori sostenuti dalle grandi multinazionali, ma bensì per difendere la tipicità e la qualità della produzione agricola italiana, come chiedono la stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori”.

“L’incontro di oggi – continua – può costituire un punto di svolta per superare quella contrapposizione ideologica tra chi difende la qualità dei prodotti agroalimentari e chi invoca la necessità della ricerca e del progresso scientifico in agricoltura. Difendere la tipicità dei prodotti agricoli dai pericoli e dalle insidie degli organismi geneticamente modificati è cosa ben diversa dal non volere che la ricerca scientifica sostenga e migliori la produzione agricola. Il punto semmai è quello di prendere atto, come dimostrano recenti ed autorevoli studi, condotti tra l’altro dal premio Nobel per la medicina Luc Muntagner che le costose tecniche scientifiche che hanno portato alla creazione degli Ogm sono ormai obsolete, mentre grazie ai trattamenti elettromagnetici, che non si trasmettono geneticamente e non alterano le specie, sarà invece possibile ottenere risultati senza l’alterazione dell’ecosistema locale”.

“Nel frattempo – conclude Ferrante – occorre difendere strenuamente il made in Italy alimentare da chi vorrebbe imporre ad agricoltori e cittadini prodotti potenzialmente pericolosi, che farebbero lievitare i costi per chi invece offre al consumatore un prodotto tipico e di qualità”.

“E’ necessario ristabilire al più presto il ripristino della legalità riguardo la semina di piante transgeniche in campo aperto in provincia di Pordenone”. Lo sollecitano la senatrice Leana Pignedoli, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e i senatori friulani Flavio Pertoldi e Carlo Pegorer, fortemente preoccupati per le conseguenze derivanti dalla risultanza della perizia disposta dalla Procura di Pordenone sul campo sottoposto a sequestro dalla stessa autorità giudiziaria.

“Il Senato – informano i senatori – sta licenziando il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sugli OGM utilizzati nel settore agricolo italiano per le produzioni vegetali. I risultati dell’indagine offrono un panorama complesso ma indicativo delle principali problematiche circa l’introduzione degli OGM in Italia, con particolare riguardo all’economia agroalimentare ed alla ricerca scientifica. La semina di piante transgeniche in campo aperto in provincia di Pordenone, da parte del presidente di Agricoltori Federati, ha suscitato polemiche sull’inquinamento delle culture in Friuli, preoccupazioni sulla commercializzazione del mais, rischi sulla tenuta della legalità”.

“E’ dunque urgente intervenire per sanare una situazione di illegalità, non per reprimere la libertà dei singoli agricoltori, ma per difendere la tipicità e la qualità della produzione agricola italiana”, concludono i senatori Pd.