Olanda e Belgio a Ansaldo: stop ordini, dateci risarcimenti. “Treni a pezzi”

Pubblicato il 6 Giugno 2013 19:52 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2013 19:52
Il treno Ansaldo oggetto del contenzioso

Il treno Ansaldo oggetto del contenzioso

ROMA – “Sono treni che cadono a pezzi pochi mesi dopo essere stati messi sui binari”. E’ il motivo per cui Olanda e Belgio hanno deciso di cancellare tutte le ordinazioni e tutti i rapporti commerciali con la Ansaldo Breda, società controllata dalla Finmeccanica. L’ordine, racconta il Fatto Quotidiano, prevedeva la realizzazione di 19 treni ad alta velocità, modello  Fyra V250. Treni che avrebbero dovuto collegare Bruxelles con Amsterdam. Soprattutto un affare da 500 milioni che va in fumo, senza considerare i danni di immagine.

Poi c’è la ricaduta a livello di posti di lavoro. Senza quei treni sono a rischio gli stabilimenti Ansaldo Breda di Pistoia e Reggio Calabria. Ansaldo Breda per bocca del suo amministratore delegato Maurizio Manfellotto rispedisce al mittente tutte le accuse:  ““I motivi addotti dai nostri clienti di sospendere la commessa sono illegittimi e strumentali. Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, ma desideriamo dimostrare che quelle principali sono attribuibili ai nostri clienti, che dall’inizio hanno avuto un atteggiamento inadeguato a una situazione complessa, che si è conclusa con l’assunzione di decisioni e posizioni che giudichiamo scorrette e illegittime”. Probabile, spiega il Fatto, che la Ansaldo a questo punto scelga il tribunale.

Racconta il Fatto che la decisione olandese è arrivata lunedì quando

un portavoce della Netherlands railways ha detto che la decisione porterà alla cancellazione dei sette treni ancora da recapitare, la cui consegna era prevista inizialmente nel 2007. Il treno in questione, lanciato in Olanda a dicembre 2012, ha sofferto di ritardi e cancellazioni e ha avuto gravi problemi con il freddo a gennaio.

L’azienda olandese ha inoltre incaricato un gruppo di esperti legali di trovare un modo per recuperare i 120 milioni di euro già pagati ad Ansaldo. “I test hanno dimostrato che continuare con i V250 sarebbe irresponsabile per i viaggiatori perché i treni sono completamente inaffidabili“, avvertono da Amsterdam, sottolineando che l’azienda italiana “non è stata in grado di rispettare un limite di tre mesi concordato per trovare una soluzione ai problemi tecnici”. I problemi con i treni erano evidenti fin da subito. Il 17 gennaio, un mese dopo l’arrivo dei primi Fyra V250, la compagnia olandese ha deciso di togliere tutti i treni Ansaldo dai binari e ha avviato un’indagine su larga scala.

Il Belgio, invece, si era mosso ben prima. A fine maggio del 2012 ha chiesto ad Ansaldo la cancellazione dell’ordine di tre treni. E poi si è mossa per chiedere i danni. Scrive il Fatto:

Marc Descheemaecker, managing director delle ferrovie belga, ha dichiarato in una conferenza stampa che i 37 milioni di euro già pagati ad Ansaldo saranno restituiti tramite legaranzie bancarie previste dall’accordo. Oltre a questo chiederà i danni alla compagnia italiana per coprire gli interessi su quella cifra e altri costi, tra cui i treni sostitutivi. Descheemaecker ha poi elencato i difetti riscontrati: porte che non si chiudono, pezzi del treno che si staccano a causa delghiaccio, un allarme acustico bloccato dalla neve, surriscaldamento della batteria, freni non adatti per l’alta velocità e ruggine che ha iniziato a formarsi dopo pochi mesi. E ha spiegato che Ansaldo ha identificato la causa di 26 “principali problemi”, ma ha trovato la soluzione solo per uno.

Per Finmeccanica, che di Ansaldo vorrebbe liberarsi, non esattamente una situazione invidiabile.