Olli Rehn (Ue): “L’economia italiani non va bene: essenziale stabilità politica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 9:37 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 12:56
Olli Rehn (Ue): "L'economia italiani non va bene: essenziale stabilità politica"

Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici (Foto Lapresse)

VILNIUS – La stabilità politica è fondamentale per la ripresa economica italiana: il mantra ripetuto negli scorsi giorni da Bankitalia e Confindustria torna nelle parole di Olli Rehn, commissario europeo agli Affari economici. 

Entrando all’Eurogruppo convocato a Vilnius, in Lituania, Rehn ha risposto a chi gli domandava se fosse preoccupato per la situazione politica italiana: “Gli ultimi dati economici sull’Italia non sono buoni, per assicurare il ritorno della ripresa è essenziale la stabilità politica”.

“L’Italia è scossa da turbolenze politiche, siamo tutti consapevoli che il governo di recente ha preso chiari impegni e sta andando avanti, ma ora è importante che eviti l’instabilità politica e si concentri sulle riforme economiche, perché questo è quello che le serve”. Soprattutto “perché abbiamo visto gli ultimi dati dell’Italia che non sono buoni”, cioè il calo del prodotto interno lordo del secondo trimestre (-0,2%) che l’Eurostat ha pubblicato di recente, ha detto il commissario Ue.

LA REPLICA DI LETTA – A Rehn ha risposto a distanza il presidente del Consiglio, Enrico Letta: “Manterremo gli impegni sui debiti, li pagheremo. Ma per riacquistare credibilità però serve serietà di comportamenti, perché una comunità nazionale che si è presa degli impegni deve mantenerli”.

Per questo, ha spiegato Letta, i prossimi mesi saranno “molto importanti per il Paese. Bisogna essere seri per essere credibili e non dare l’idea di essere un vulcano sull’orlo dell’ebollizione”. Il primo problema del Paese, secondo il presidente del Consiglio, è il debito”: bisogna essere credibili, “perché nessuno ci compra il debito se non lo siamo. Ma se non ci comprano il debito, non ce la facciamo. Non è vero che non facciamo niente, facciamo una fatica enorme a tenere in piedi questo governo. Il nostro Paese si salva solo se ci sarà fiducia e la fiducia passa per la responsabilità di ciascuno di noi e la capacità di ognuno di fare la sua parte. Siamo qui per lavorare perché la speranza e il futuro si declina con un Paese, che riprende ad avere una dinamica demografica diversa”.

Poi ha parlato delle famiglie italiane, in un Paese con il debito privato tra i più bassi: Le famiglie italiane hanno attutito l’impatto della crisi, hanno fatto sì che l’impatto sia stato meno invasivo e meno intrusivo rispetto ad altri Paesi europei pur essendo più pesante che in altri Paesi”.