Opel: Magna e Gm vicinissimi ad un accordo. Fiat pronta ad abbandonare le trattative

Pubblicato il 29 maggio 2009 16:15 | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2009 16:37

General Motors e Magna hanno raggiunto un’ipotesi di accordo su Opel. Lo rivelano fonti vicine ai negoziati tra le due società, secondo le quali l’intesa di massima dovrebbe servire come base per far partire il prestito-ponte e l’amministrazione fiduciaria.

In mattinata la Fiat aveva fatto sapere di voler abbandonare il tavolo delle trattative. Il motivo, in soldoni, sono i rilanci del governo tedesco, come spiega l’amministrare delegato di Fiat Sergio Marchionne: «Le richieste dell’ultima ora costringerebbero, tra l’altro Fiat a sostenere finanziariamente Opel nell’immediato, mentre il governo tedesco determina i tempi e le altre condizioni del finanziamento-ponte esponendo così Fiat a rischi non necessari e irragionevoli».

«Non è infatti ragionevole ritenere che Fiat, dopo aver fatto una prudente valutazione di business ed un’attenta considerazione dei propri interessi, possa finanziare un gruppo le cui condizioni finanziarie allo stato rimangono ignote». «Rimaniamo impegnati – dice Marchionne – a cercare di trovare modi per venire incontro alle richieste di General Motors e del governo tedesco, ma l’emergenza della situazione non può forzare Fiat ad assumere rischi del tutto inusuali».

«La ricerca di un partner per Opel, inizia da General Motors e che ha poi coinvolto il Governo tedesco a causa della richiesta di sostegno finanziario, è stato un processo complicato e difficile – ricorda Marchionne – Siamo coinvolti in queste attività da un certo numero di settimane ed abbiamo cercato di soddisfare in maniera responsabile le richieste che provenivano da varie parti interessate al processo di selezione. Le questioni emerse nelle ultime fasi del negoziato tra martedì e mercoledì ci hanno sorpreso negativamente dal momento che non eravamo stati informati di certi dati ed informazioni finanziarie chiave che consideravamo essenziali per la formulazione di un’offerta di fusione seria».