Testimoni di Geova, ortodossi, buddisti e persino induisti. Tutti hanno diritto all’otto per mille: tranne l’Islam

Pubblicato il 27 Agosto 2010 10:03 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2010 10:03

La torta dell’otto per mille è sempre la stessa, le confessioni religiose che ne avranno una fetta aumenta, con una sola significativa eccezione, i musulmani.  Finora, oltre alla Chiesa Cattolica, che fa la parte del leone, questo diritto era concesso, solo all’Unione delle comunità ebraiche italiane, alla Tavola valdese, alla Chiesa evangelica luterana, all’Unione delle Chiese avventiste del 7° giorno e alle Assemblee di Dio.

In questi giorni, invece, è tempo di nuovi ingressi: si tratta di intese,  risalenti ai tempi del  governo Prodi e confermate con tanto di disegni di legge approvati a maggio dal governo  Berlusconi. All’elenco si aggiungono cristiani ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova. I musulmani, invece, dovranno attendere ancora nonostante siano una delle confessioni più vitali e in maggiore espansione.  A farlo notare è l’imam Yahya Pallavicini che, con molta misura, chiede una maggiore attenzione: “Sarebbe opportuno che si iniziasse a lavorare per riconoscere giuridicamente quei musulmani moderati che da anni si sono dimostrati interlocutori affidabili e autonomi da ogni ideologia fondamentalista”.

Già. Perché quello del fondamentalismo sembra, almeno per alcuni,  proprio uno degli ostacoli principali al riconoscimento del contributo agli islamici. Spiega il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi: “La libertà religiosa non è in discussione. Ma il problema è duplice: da una parte non esiste un interlocutore unico, i musulmani sono divisi tra vari soggetti; e dall’altra c’è la questione oggettivamente delicata che riguarda la regolamentazione delle attività intorno alle moschee, non sempre di culto, talvolta contaminate dall’estremismo terroristico”.

I cattolici, dal canto loro, sull’allargamento dei partecipanti all’otto per mille, ostentano tranquillità. Spiega il vescovo Domenico Mogavero, responsabile Cei per gli affari giuridici: “Siamo sempre stati favorevoli all’allargamento né ci preoccupa: è una conferma del sistema stesso, nessuno potrà accusare la Chiesa di volere un abito su misura”. Quando si tratta di Islam, però, lo stesso Mogavero, improvvisamente frena e tira in ballo la Costituzione: “Poligamia, il ruolo della donna, l’educazione dei figli, ci sono norme e usi islamici che vanno contro i postulati fondamentali della nostra Costituzione: per questo l’impegno a rispettare la Carta è la condizione essenziale”. Vero. Come è vero, però, che gli islamici in italia sono già attorno al milione. La loro fetta di torta, quindi, potrebbe essere un po’ troppo grossa e poco digeribile per gli altri commensali.