Padoan: “Pareggio di bilancio rinviato al 2016”. Il Senato approva con 156 sì

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2014 10:44 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2014 15:50
Padoan: "Ripresa ancora fragile. Pareggio di bilancio rinviato al 2016"

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (Foto Lapresse)

ROMA – “Nonostante i segnali positivi la ripresa economica è ancora fragile e la situazione del mercato del lavoro difficile. Il pareggio di bilancio è rinviato al 2016“: il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto al Senato per spiegare come mai il governo abbia chiesto il voto a maggioranza assoluta sul rinvio del pareggio di bilancio, approvato dal Senato con 156 sì. Anche la Lega Nord ha votato a favore del rinvio.

Il rinvio al 2016 del pareggio di bilancio in Costituzione ha ricevuto il voto favorevole anche della Camera, dove serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea per attivare (è la prima volta) la procedura di deroga prevista dal nuovo articolo 81 della Costituzione. I sì sono stati 373, i no 114, 4 gli astenuti.

Lapidario sulla polemica suscitata intorno alla lettera all’Unione europea per spiegare il ritardo del pareggio: “È una tempesta in un bicchier d’acqua”. 

“Nonostante i segnali di ripresa dell’anno in corso, anche nel 2014 il gap rimarrà molto negativo, la ripresa economica ancora fragile e la situazione del mercato del lavoro rimane ancora difficile”.

“Il pareggio di bilancio sarebbe conseguito nel 2016 e sarebbe mantenuto fino al 2018. Il governo attuerà un piano di rientro per raggiungere pienamente l’obiettivo di medio periodo nel 2016″.

Padoan ha anche parlato del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione: “Per favorirlo il governo ha intenzione di avvalersi della procedura eccezionale” che prevede che per il rinvio del pareggio di bilancio si voti una relazione relativa a maggioranza assoluta dei componenti di Palazzo Madama. 

“Le misure correttive per i prossimi anni, e il piano di dismissioni, assicurano già dal prossimo anno il rapido rientro del maggior rapporto debito/Pil, conseguente all’ulteriore pagamento dei debiti pregressi. Il profilo programmatico del rapporto debito/Pil rispetta così la regola del percorso di convergenza del debito verso il parametro europeo del 60% già nel 2015″.