Pagamenti digitali per le detrazioni fiscali, si parte dal 1 gennaio: niente rinvio

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Febbraio 2020 9:02 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2020 9:03
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Pagamenti digitali per le detrazioni fiscali, si parte dal 1 gennaio (foto Ansa)

ROMA – Resta al primo gennaio di quest’anno la data in cui scatta l’obbligo del pagamento in forma tracciabile (bacomat, carte di credito, bonifici) per tutte le spese che possono beneficiare della detrazione fiscale al 19% dalla dichiarazione dei redditi.

Il Governo aveva lasciato intendere che la sua entrata in vigore sarebbe slittata al primo aprile attraverso un emendamento da inserire nel decreto legge Milleproroghe. La proposta di modifica non è stata però depositata nelle commissioni e quindi resta il primo gennaio, almeno per ora. Resta infatti possibile anche intervenire di nuovo quando il decreto Milleproroghe arriverà in Aula la prossima settimana.

Le spese detraibili che porteranno quindi ad una riduzione delle tasse dovranno essere pagate con bancomat, carte di credito e bonifici. Le voci che rientrano in questa categoria sono tantissime, dai pagamenti per le spese sportive ai figli a quelle dei medici privati, dalle spese funebri a quelle per l’acquisto di uno strumento musicale, scrive il Corriere della Sera. Non riguardano invece il pagamento dei farmaci dove già da diversi anni si usa il cosiddetto scontrino parlante che riporta il nome del farmaco acquistato e il codice fiscale di chi lo ha comprato.

Traccabilità spese detraibili, protestano i dentisti

“Siamo venuti a conoscenza del fatto che nemmeno una piccola proroga di tre mesi è stata concessa, riguardo alla detraibilità delle spese sanitarie pagate in contanti dai nostri pazienti. Si tratta di una scelta grave”. A dirlo è Fausto Fiorile, presidente dell’Associazione italiana odontoiatri.

Fiorile commenta così la bocciatura alla Camera degli emendamenti proposti al decreto Milleproroghe, che chiedevano di rinviare la possibilità di detrarre dall’Irpef 2021 le spese del dentista, o del medico privato.

Gli italiani, aggiunge, “dovranno soggiacere senza sconti a una situazione paradossale. Un ordinamento che permette di portare ancora in detrazione molte spese ‘cash’, nega però l’uso del contante proprio a chi deve pagarsi le cure per stare bene. Stiamo parlando di prestazioni trasparenti, perché normalmente e fiscalmente quietanzate e comunicate all’Agenzia delle Entrate da tutti i professionisti ogni 31 gennaio”, si legge in una nota del sindacato dei professionisti.

Fonte: Corriere della Sera, Ansa