Economia

Pagamenti alle imprese: Italia ultima in Europa. Ecco perché

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Pagamenti alle imprese: Italia ultima in Europa. Ecco perché

ROMA – Pagamenti alle imprese: Italia ultima in Europa insieme al Portogallo. Peggio fa solo la Grecia, che però ha subito una crisi pesantissima e ha avuto bisogno di due salvataggi finanziari negli ultimi anni.

E se in Francia ci vogliono 57 giorni, in media, perché una fattura venga pagata, e in Spagna 78, da noi bisogna aspettarne 95, scrive Fabio De Ponte sul Secolo XIX. Questo solo per restare nei Paesi meno virtuosi, e non in Germania dove ci mettono 23 giorni, o nel Regno Unito e in Finlandia, dove ne bastano 22.

Così la questione è finita sotto la lente della Commissione europea, che dal 2014 cerca di farci migliorare per arrivare a rispettare la normativa europea, secondo cui le amministrazioni pubbliche dovrebbero pagare a 30 giorni e solo in circostanze molto eccezionali a 60. Il che avviene se la media Ue è di 43 giorni. E nei giorni scorsi Bruxelles ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea.

Sottolinea De Ponte:

Il premio lumaca per l’ente più lento d’Italia (tra quelli che almeno li hanno dichiarati) va al Comune di Scicli, nel ragusano, che a pagare una fattura ci mette mediamente poco meno di due anni, 658 giorni. E non vale solo coi fornitori, ma persino con le famiglie. Sul sito del Comune, in un avviso del 10 agosto scorso, si legge che sono in pagamento i contributi per i libri di testo scolastici dell’anno 2014/15. Ma Scicli è in buona compagnia. Seguono in classifica il Comune di Poggio Nativo (Rieti), con 508 giorni, quello di Torrebruna (Chieti) con 445, quello di Cerreto Sannita (Benevento) con 432. Sono 75 gli enti che dichiarano di pagare le fatture a oltre 200 giorni.

Il ministero dell’Economia, però, contesta i dati Ue e porta i propri dati:

 

Nel 2016 sono state registrate oltre 27 milioni di fatture – scrive il Mef – per un importo totale pari a circa 138 miliardi di euro. In base alle informazioni fornite dagli enti, la piattaforma ha rilevato pagamenti relativi a circa 18,6 milioni di fatture, per un importo pari a 118,1 miliardi di euro, che corrisponde all’85% del totale ricevuto.

I tempi medi di pagamento sono pari a 60 giorni, a 13 quelli di ritardo. Ritardo, segnala il Mef, in diminuzione del 50% rispetto al 2015. Numeri da prendere con cautela, segnala però lo stesso ministero sul proprio sito, in un aggiornamento del 25 settembre, spiegando che «il tempo medio di pagamento effettivo del totale delle fatture è con ogni probabilità più lungo di quello registrato tra gli enti che comunicano i dati». Il ministero ha elaborato così «una stima dei pagamenti mancanti ottenuta con metodologia statistica». Risultato: 64 giorni.

 

(…) Ma perché la Pa paga così in ritardo? Spesso per mancanza di liquidità – denuncia la Cgia – ma molte volte anche per semplice inefficienza delle amministrazioni. E a volte persino per «ritardi intenzionali». Ci si mettono poi anche i ricorsi, che inevitabilmente scaricano i dilatati tempi della giustizia civile sulla Pubblica amministrazione.

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